E’ uno dei punti fermi della Nazionale di Antonio Cabrini ma anche una delle protagoniste della nostra rubrica “L’Italia che sceglie l’estero”. Ilaria Mauro, attaccante classe 1988, da 3 anni ha scelto la Germania per fare del calcio la sua vita e diventare professionista a tutti gli effetti. Chiusa l’esperienza col Turbine Potsdam, la prossima stagione sarà sempre in un grande club ma non in Germania. A rivelarcelo è lei stessa in questa intervista.

Partiamo con un bilancio della tua prima stagione al Turbine Potsdam
“Dopo due stagioni al Sand, l’ultimo anno ho giocato nel Turbine. Dal punto di vista dei risultati mi aspettavo qualcosa di più visto che siamo arrivate solo seste in classifica. Personalmente dal punto di vista fisico sono soddisfatta. Purtroppo ho avuto un infortunio a novembre in Nazionale e dopo quella occasione il mister mi ha spostata dall’attacco alla fascia così ho avuto meno possibilità di segnare e ho chiuso con soli due gol. In ogni caso è un’esperienza che rifarei in uno dei club più famosi d’Europa. Anche la società si aspettava un risultato diverso a fine stagione, l’obiettivo era quello di lottare per i primi posti purtroppo però qualcosa non ha funzionato tanto è vero che abbiamo vinto le due gare contro il Wolfsburg (squadra che è arrivata in finale di Women’s Champions League, ndr) e poi abbiamo perso punti con l’ultima in classifica”.

Quali sono invece i tuoi piani per la prossima stagione?
“Penso che cambierò squadra, ho ricevuto diverse offerte sia dall’estero che dall’Italia e sto valutando. Un ritorno in Italia? Non posso escludere nulla. Dopo 3 anni in Germania ho voglia di fare una nuova esperienza. Tra le fine di giugno e l’inizio di luglio sceglierò cosa fare”.

Cosa ti ha spinto 3 anni fa a lasciare l’Italia?
“Il mio sogno è sempre stato quello di giocare all’estero e la Germania è uno dei paesi dove il calcio femminile è più sviluppato. Durante l’Europeo del 2013 un agente mi ha proposto di andare in Germania, al Sand, nella serie B tedesca e non ho potuto dire no. In Italia il calcio femminile è ancora considerato dilettantistico”.

Quali sono le maggiori differenze tra Germania e Italia?
“E’ un discorso molto ampio purtroppo. Faccio un esempio, quando ero al Sand e abbiamo vinto il campionato di seconda divisione la Federazione tedesca ha dato alla società 400 mila euro per far crescere la squadra sia dal punto di vista dello stadio che delle strutture d’allenamento. Queste sono cose in Italia non succedono. Al Potsdam abbiamo strutture professionistiche con campi sintetici, piste d’atletica e piscine. C’è uno staff completo che segue le squadra. La differenza più grande però sta nella mentalità. Ovviamente la Federazione non è spinta a dare soldi alle squadre se nel movimento non girano i soldi degli sponsor. Dal punto di vista tecnico noi italiane non abbiamo nulla da invidiare a nessuno, manchiamo invece nella parte fisica e atletica dove invece in Germania si lavora molto. Noi in Nazionale stiamo cercando di dare il 100% in campo, ma intanto i paesi che già sono più avanti continuano a crescere…”.

ilaria-mauro-naz2Capitolo Nazionale. Com’è lavorare con Antonio Cabrini e cosa vi ha dato il commissario tecnico in questi anni?
“Appena è arrivato ha fatto un cambio generazionale lasciando a casa le giocatrici più anziane e puntando invece sulle giovani. Penso abbia fatto bene, perché questa è una scelta che stanno facendo in molti. Poi sta a noi ragazze lavorare sempre per essere al top della forma e raggiungere il livello delle altre Nazionali. Il ct ci dà molta tranquillità. L’Europeo 2017 in Olanda è un obiettivo concreto sia per me che per la Nazionale. Piano, piano i risultati arriveranno ma bisogna lavorare ancora tanto”.

Finito il campionato e chiusi gli impegni per la Nazionale, cosa farai in questo periodo?
“Ora sto pensando alle vacanze per staccare un po’, ma quando torno mi rimetto sotto con gli allenamenti. In tutto l’anno sto ferma solo 2 settimane. E poi se non corro mi innervosisco…”.

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