La Jesina come scelta di vita. Katia Cantori, portiere classe 1983, è una delle veterane della squadra jesina e in questa intervista ammette nel passato di non aver accettato offerte provenienti da altre squadre: “Non ho accettato nemmeno offerte che provenissero da altre società militanti già in serie A di calcio a 11 che di calcio a 5″. Perché certi amori durano per sempre.

Katia, da che cosa nasce la tua passione per il calcio e dove si è svolta fin qui la tua carriera?
“La mia passione per il calcio è nata un po’ per caso. Fin da piccola ho giocato per dieci anni a pallacanestro, poi per un brutto infortunio ho dovuto lasciare e non ho più avuto modo di ricominciare perché la squadra femminile non esisteva più nella compagine osimana. Avevo delle amiche che giocavano a pallone con una squadra che si chiamava Fiumicello Passatempo e andavo a vederle la domenica pomeriggio, poi da cosa nasce cosa e di lì a poco mi sono ritrovata a fare i primi allenamenti e a giocare quasi finn da subito perché erano a corto di portieri. Ho giocato qui due anni e poi sono approdata a Jesi”.

Quanto è difficile coniugare la vita da sportiva con quella professionale?
“E’ molto impegnativo soprattutto perché facendo un lavoro che non mi permette di stare molto seduta a fine giornata dopo quasi nove ore, sono anche un po’ stanca e non ho tempo di riposarmi: finito l’orario di lavoro si parte subito per andare ad allenamento”.

Che emozioni hai provato dopo aver raggiunto la promozione con la Jesina?
“Sono stata molto felice e soddisfatta, nonostante non abbia giocato molto: come si dice “chi l’ha dura la vince”. Sono rimasta in questa società anche quando dalla serie A2 abbiamo dovuto ricominciare dalla serie C per questioni economiche, con l’obiettivo di poter fare una scalata che ci permettesse di arrivare alla tanto sospirata serie A; obiettivo che io e il capitano abbiamo portato avanti a denti stretti e facendo da portabandiera alle diverse giocatrici che hanno fatto parte della nostra squadra nel corso degli anni. Non ho accettato nemmeno offerte che provenissero da altre società militanti già in serie A di calcio a 11 che di calcio a 5″.

Quali sono gli obiettivi futuri e in particolare per il prossimo campionato?
“Per la prossima stagione, tengo un profilo basso visto che sappiamo bene che ci sono società molto blasonate che probabilmente faranno un campionato a parte: puntiamo in primis alla salvezza e poi tutto quello che verrà in più sarà una maggior soddisfazione”.

Che cosa consiglieresti ad una giovane ragazza che si avvicina al calcio femminile e vuole fare il portiere?
“Direi che il ruolo del portiere è il ruolo più bello ma anche il più difficile. Devi avere le spalle grosse per prenderti la responsabilità dei gol che subisci anche quando la colpa non è la tua, avere personalità nel gestire la squadra e poi devi essere anche un po’ matta (in senso buono ovviamente)”.

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