E’ l’allenatore che ha condotto lo Jesina verso la storica promozione e sarà lo stesso che guiderà la squadra anche nella prossima stagione in serie A. Confermato, anzi confermatissimo della dirigenza jesina, mister Domenico Giugliano rivive con noi i momenti chiave di questa straordinaria cavalcata.

Qual è stato il segreto della vostra promozione?
“Io penso sempre che non ci sia un segreto nei successi, siamo noi ad essere artefici del nostro destino. Durante questa stagione abbiamo cercato di cambiare le nostre abitudini e la nostra mentalità: siamo riusciti ad avere più consapevolezza nei nostri mezzi. Certo che non è facile partire la mattina alle 5 per andare a giocare al pomeriggio…”.

Qual è stata la gara dove ha capito che avreste potuto vincere il campionato?
“Paradossalmente l’abbiamo capito per la prima volta contro il Perugia dove abbiamo perso ma siamo riusciti a tener testa ad una grande squadra. Nella gara di ritorno pur giocando in 10 meritavamo di vincere e abbiamo guadagnato consapevolezza. La partita chiave poi è stata il ritorno contro il Padova. Nel corso del match siamo tornati ad avere un po’ paura, loro sono una bella squadra da tutti i punti di vista, però abbiamo mantenuto il vantaggio pur non giocando bene nel secondo tempo. Abbiamo sofferto, ma con le unghie e con i denti abbiamo portato a casa il risultato”. 

Che Jesina vedremo nella prossima stagione in serie A?
“La nostra volontà è quella di confermare tutte le ragazze che hanno giocato nella stagione appena conclusa. In difesa penso che due giocatrici andranno via per loro scelta personale, sarà quello il reparto che rinforzeremo proprio per sopperire a queste assenze”.

Capocannoniere del girone, la giovanissima Elisa Polli è stata la vostra arma in più. Che tipo di attaccante è?
“E’ cresciuta tanto durante questa stagione, mi sento spesso con il tecnico dell’Under 17 Rita Guarino che è entusiasta dei miglioramenti di Elisa. E’ il classico centravanti che riesce ad appoggiarsi, fare da sponda, tenere la palla e segnare. Ha giocato qualche partita in meno per via degli impegni con la Nazionale e perché a volte volevo farla riposare ma è comunque riuscita a vincere la classifica marcatori del girone. Ha ancora ampi margini di miglioramento, non riesce a stare concentrata per tutti i 90 minuti ma ha solo 15 anni. Penso possa dare ancora un 50% in più di quello che abbiamo visto fin ora”.

Per diversi anni ha visto allenarsi sua moglie (Valentina Vezzali, ndr), che cosa cambia nell’approccio agli allenamenti tra chi pratica uno sport come la scherma e chi invece gioca a calcio?
“Atleticamente penso che tutti gli sport abbiano bisogno delle stesse cose. Valentina si allenava 8 ore al giorno e non si fermava davvero mai. Posso dire lo stesso delle mie ragazze che spesso ho visto allenarsi per 2 ore consecutive senza parlare per capire gli errori dopo una sconfitta. Purtroppo noi ci alleniamo solo 3 volte a settimana perché devo tener conto anche degli impegni scolastici o lavorativi delle ragazze che non sono professioniste. Se l’Italia fosse come il resto d’Europa e permettesse alle calciatrici di fare solo questo lavoro, penso ci sarebbero dei miglioramenti. Se sei più allenato corri di più e arrivi prima sul pallone, a quel punto vincere è più facile basti pensare alla Juventus”.

 

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!