“Non ho la bacchetta magica, le ragazze sono ancora molto giovani. L’età media della squadra è molto bassa, sabato siamo scesi in campo con sei giocatrici classe 2000 ovviamente manchiamo un po’ di esperienza. A volte ci perdiamo in un bicchiere d’acqua, ma serve tempo. I risultati? Arriveranno”. E’ chiaro e diretto il nuovo tecnico della Jesina, Giovanni Trillini che sognava un esordio diverso contro il Cuneo, nella gara di sabato scorso, ma non perde l’ottimismo.

Mister, anche a 0 punti dopo otto gare la salvezza resta possibile?
“Finché la matematica non ci condanna ci crediamo. Questa è la mentalità sportiva, serve non mollare mai fino alla fine. Magari tra un mese arriverà la prima vittoria e da lì in poi riusciremo a vincere più partite. Il motivo di questi 0 punti è anche qualcosa di psicologico, ovviamente questo dipende della gioventù che è sempre imprevedibile. Magari quando ci sono partite abbordabili perdi, mentre fai risultato in match sulla carta difficili”.

Al di là del risultato com’è andata la gara contro il Cuneo?
“Abbiamo preso gol per un errore tecnico e poi, andando sotto, non era facile ritornare in partita. Eppure abbiamo sfiorato più volte la rete dimostrando anche organizzazione in campo. Il secondo gol arriva da una grande giocata di Sodini su punizione. Le ragazze hanno dato tutte e devo far loro solo applausi per la voglia e il sacrificio che mettono ogni giorno”.

Che lavoro farete durante la settimana in vista della gara contro il Tavagnacco?
“Settimana scorsa abbiamo lavorato sulla fase difensiva, in modo da poter condividere gli stessi movimenti. Questa settimana continueremo sulla fase difensiva ma lavoreremo anche sull’attacco e la fase di possesso palla per avere un’impronta comune”.

Quali sono le sue impressioni sul calcio femminile?
“Ho sempre allenato gli uomini quindi non conoscevo questa realtà anche se avevo cominciato a seguire le partite della squadra in casa, da spettatore. Questa per me è una bella avventura, sono convinto che raggiungeremo il nostro obiettivo. Nello sport, come nella vita, essere convinti fa la differenza. Lo sto vivendo come un percorso impegnativo e allo stesso tempo entusiasmante.
Per ora posso dire che le donne hanno una maggiore capacità di concentrazione durante gli allenamenti. La loro interpretazione dell’allenamento è migliore, mentre l’uomo ha bisogno di essere ripreso. Una donna poi vuole sempre sapere il perché delle cose, l’uomo invece esegue senza chiedere troppe spiegazioni”.

 

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