Ha portato il suo Ligorna in serie B attraverso una cavalcata degna di nota, ma mister Mara Morin ha obiettivi, ambizioni e conoscenze che trasmettono agli altri la sensazione che andrà molto lontano anche in questa carriera che purtroppo, per ora, è solo collaterale a quella lavorativa. 50 anni, origine familiari istriane, nata a Camogli potrebbe allenare fino alla Lega Pro e tutte le formazioni giovanili, comprese Primavera, fare da secondo in serie A a Massimiliano Allegri o Luciano Spalletti visto che è in possesso dalla licenza da allenatore di seconda categoria Uefa dal 2015. Ieri con lei abbiamo parlato del Ligorna, oggi scopriamo meglio chi è questo personaggio del calcio femminile.

Mister, come si vedrebbe ad allenare i ragazzi?
“E’ la mia aspirazione, oltre ad aver la licenza per allenatore di seconda categoria sono anche il possesso del patentino per allenare i portieri professionisti. Da giovane ho giocato a calcio da portiere ed attaccante, ma ora mi piace allenare. Per un uomo è considerato normale allenare le ragazze, viceversa non si vedono donne che ricoprono questo ruolo in squadre maschili. Eppure gli stessi Mourinho e Ancelotti hanno fatto capire come sia la gestione del gruppo a fare la differenza. Faccio l’esempio di Zidane, come allenatore non ha l’esperienza di Benitez ma al Real ha trovato la giusta quadratura del gruppo e ha vinto una Champions”

Una donna nello staff di una squadra maschile – continua – potrebbe avere una visione diversa rispetto ad un gruppo di soli uomini, potrebbe portare qualcosa in più. Spesso quando ho lavorato con il maschile, vedevo cosa che allenatori e dirigenti non vedevano. Se un giocatore lancia una pettorina per terra non è per forza un maleducato, magari dietro c’è un malessere che bisogna capire”.

Cosa la spinge ancora verso il calcio?
“Sono spinta dalla passione da quando avevo 15 anni. A volte, viste le difficoltà a cui si va incontro, viene voglia di mollare tutto ma per me il calcio è come una droga: non riesco a stare senza. La scorsa settimana sono stata docente al corso d’aggiornamento sul calcio femminile in qualità di allenatore dei portieri e in quella giornata sono stata ricompensata di tanti sacrifici. E’ stata una vera boccata d’ossigeno parlare di calcio insieme ad altri 88 allenatori che fanno i miei stessi sacrifici”.

“Prima o poi – ci spiega con fermezza – mi piacerebbe davvero misurarmi con realtà ad alti livelli, magari come vice allenatore o entrando in uno staff. Il percorso della Roma che con l’arrivo di Palotta ha inserito nella società anche una figura come Mia Hamm è indicativo. In America il calcio femminile è più diffuso del maschile”.

Vista la sua qualifica come allenatrice dei portieri, qual è il suo parere sul milanista Gigio Donnarumma?
“Donnarumma ha doti fisiche e tecniche abbinate ad un’età in cui se ti va bene inizi a giocare in Primavera. Se non si blocca a livello mentale, può davvero diventare il nuovo Buffon. Attenzione però perché qualche anno fa un percorso simile l’ha fatto Scuffet (ora al Como retrocesso in Lega Pro, ndr) che dopo aver rifiutato l’Atletico ha fatto panchina nell’Udinese ed ora è lontano dalla serie A. Un portiere giovane deve essere bravo a reggere le pressione, capire i falsi amici, gestire i tanti soldi e la notorietà. Donnarumma deve rimanere sul pezzo e non si deve scoraggiare in caso di errore. In questa stagione qualche imperfezione l’ha fatta ma vista l’età gli viene perdonato tutto, ma non sarà sempre così. Anche Mario Balotelli avrebbe tutto per sfondare eppure quello che gli manca è la testa”.

Nel calcio femminile la questione portieri invece è spinosa: “Si fa fatica a trovare giovani portieri perché a stare in porta bisognerebbe iniziare già da piccoli. Le capacità coordinative speciali si sviluppano tra gli 8 e 12 anni, ma spesso le squadre femminili non hanno uno staff preparato oppure non hanno allenatori dei portieri. Le ragazze che diventano più brave solitamente sono quelle che fino ai 12 anni giocano coi maschi perché grazie all’aiuto di tecnici esperti sviluppano capacità migliori”.

 

 

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