Promuovere, promuovere, promuovere. Progetti di marketing, la spinta dei social, poi gli eventi, l’entusiasmo e la passione. Tra le cose che servono al calcio femminile c’è anche questo e per portare avanti il progetto nel migliore dei modi, FIGC ed LND hanno deciso di affidare il compito dello sviluppo del calcio femminile in Lombardia a Michela Macalli. In carica da marzo, la donna, originaria di Bergamo, ha lavorato anche come agente FIFA e conosce il mondo del pallone a 360°. L’abbiamo intervistata per spiegarvi nel concreto l’importanza del suo ruolo nel territorio Lombardo.

Quali sono i suoi compiti nello sviluppo del calcio femminile?
“Cerco di dare visibilità e supporto dal punto di vista mediatico alle società che si occupano di calcio femminile. Regione Lombardia, LND e FIGC stanno supportando a pieno il movimento, in particolare devo ringraziare Carlo Tavecchio per la mia nomina e il presidente Regionale Baretti. Da marzo seguo questo progetto pilota che prevede di espandersi anche per tutte le altre regioni d’Italia. La Lombardia è la regione con più numero di tesserate e vanta il maggior numero di squadre tra serie A, serie B e campionato Regionale, sono circa una 60ina senza contare le Under 12 delle squadre professionistiche”. 

Michela MacalliQuali sono i progetti che avete realizzato durante l’ultima stagione?
“La mia carica è partita da marzo ma devo dire che mi sono integrata da subito con tutti i miei colleghi. Ho avuto la disponibilità di sbizzarrirmi coi progetti. Il più importante è stato quello legato alla UEFA Women’s Champions League che si è giocata a Reggio Emilia nel mese di maggio. Grazie anche alla disponibilità del Sassuolo, ho portato la Coppa in tre società professionistiche della Lombardia: FC Internazionale, AC Milan e Atalanta BC. A Bergamo ho cercato di ampliare il raggio coinvolgendo non solo le istituzioni ma anche le giocatrici del Mozzanica. Il Milan invece ha ospitato il trofeo all’interno di Casa Milan per 2 giorni. Per quanto riguarda l’Inter, prima della gara contro il Torino di serie A maschile, ha fatto giocare le bambine della sua squadra Under 12 in una partita 7 contro 7. In collaborazione con l’Inter Femminile Milano e Master Group, durante l’intervallo della partita, c’è stata l’entrata in scena della Coppa insieme al capitano dell’Inter Femminile Milano Regina Baresi col papà Beppe e Barbara Facchetti. E’ stato bello vedere la gioia delle bambine ma anche dei genitori”.

Un aiuto allo riempimento del “Mapei Stadium” durante la finale di UEFA Women’s Champions League è arrivato anche da Macalli e dal responsabile Luciano Gandini, responsabile calcio femminile Lombardia: “Ben 1200 tesserate in società lombarde hanno aderito all’iniziativa che prevedeva l’ingresso allo stadio omaggio per le bambine. Le ho viste entusiaste, l’obiettivo, oltre che farle divertire, era quello di mostrare loro il livello delle due finaliste perché alcune possano davvero arrivare a giocare manifestazioni di questo tipo”.

Per la prossima stagione invece quali sono i programmi?
“I miei colleghi dicono che sono un vulcano, le idee ci sono e sono tante ma dovranno essere discusse insieme al presidente Regionale, LND e FIGC. Sicuramente in questi mesi posso dire che mi ha fatto piacere vedere l’impegno della Federazione nella crescita del movimento. Le stesse società professionistiche ci mettono grande impegno. Il primo appuntamento della stagione sarà il 28 agosto alla decima edizione del triangolare Quarenghi di San Pellegrino, la prima in cui giocheranno squadre femminili”.

Dove può arrivare il calcio femminile italiano nei prossimi anni?
“Penso che il calcio femminile possa fare ancora tanta strada, arrivando a competere con le roberta-d'adda-macallipiù grandi d’Europa. Ci vogliono competenza, passione e tanto lavoro. Il calcio, così come più in generale lo sport, aiuta a livello sociale rappresentando una buona alternativa ad altri centri di aggregazione. Offre divertimento, sicurezza, educazione e permette alle bambine di fare nuove amicizie”.

Vista anche la sua esperienza come agente FIFA, quanto è difficile per una donna imporsi nel mondo del calcio?
“Il percorso lavorativo nell’ambito del calcio è forse un po’ più difficile per una donna, ma nulla è davvero impossibile. Bisogna guadagnarsi il rispetto, essere sempre aggiornati, umili, professionali e disponibili. Tutte le mie esperienze nell’ambito calcistico mi hanno insegnato qualcosa che ora sto cercando di portare in questo mio nuovo ruolo. Se c’è la passione si può davvero arrivare ovunque”.

Nel corso dell’intervista con Michela Macalli, abbiamo avuto anche il piacere di conoscere Rossana Cassani, ex calciatrice e donna in prima linea nel Comitato Regionale Lombardia come impiegata dall’89: “Dopo 25-30 anni di calcio – ci spiega – sono qui per portare la mia esperienza”. Dal Fiammamonza passando per Milan e varie altre società lombarde, Cassani ha girato l’Italia palla al piede e ora cerca di portare agli altri quanto ha appreso. “Ho giocato a calcio dal ’75 e devo dire che ai miei tempi era tutto nettamente diverso. Il campionato italiano di calcio femminile era meno conosciuto di adesso, mentre ora si sta muovendo il discorso per quanto riguarda il professionismo. Speriamo – conclude – che a Michela si possano aggiungere altre figure con il suo incarico in tutto il resto d’Italia perché avere visibilità è importante per il movimento”.

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