Mattia Martini, classe 1995, da Agliana a Verona, direzione AGSM dove da questa estate è diventato consulente di mercato. La giovane età non annebbia le idee di un ragazzo che ha le idee chiarissime su come si possa far crescere il calcio femminile in Italia. Tra mercato e futuro, conosciamo meglio l’arma in più della squadra veronese.

Partiamo dal mercato dell’AGSM Verona. Ci sono stati tanti arrivi internazionali, ti chiedo a che punto è la squadra e se arriveranno altre calciatrici
La società ha lavorato al meglio per mettere a disposizione del tecnico giocatori funzionali a modalità e schemi do gioco. Per quanto riguarda altri sviluppi di mercato, preferisco si parli di chi è arrivato. Abbiamo una squadra di grande livello con giocatrici di caratura internazionale e giovani promesse italiane. Speriamo che le nuove riescano a calarsi nella dimensione veronese anche in Women’s Champions League. Ora lavoriamo con questo gruppo, ma non escludo che da qui alla fine del mercato possa arrivare qualche altra calciatrice”.

Che cosa significa per te collaborare con una squadra così importante?
“Questa è un’esperienza interessante che ho accolto sicuro della mie potenzialità ma anche in maniera molto umile, mettendomi a disposizione di dirigenza, tecnico e calciatrici. Per me è vanto e un orgoglio lavorare per la squadra più blasonata e più titolata della nostra serie A. Sono felice anche di lavorare con un allenatore come Roberto Logega, un mister vincente. Ho sempre sognato di arrivare in una piazza simile che mi permette anche di entrare in una dimensione europea, sono felice”.

Come ti sei appassionato al calcio femminile?
Sono di Agliana, una piazza che è riuscita a vincere lo scudetto nel ’95 vince scudetto con campionesse del calibro di Carolina Morace e poi la Coppa Italia nel ’96. Spesso seguivo la squadra maschile con mia zia, poi mi sono avvicinato anche al femminile. Dal 2009 sono entrato all’Aglianese femminile in C, iniziando a scrivere articoli per passione, poi sono diventato addetto stampa e da lì le esperienza in Viola e ora al Verona”.

Da esperto di calcio femminile, qualche nome su cui puntare per la prossima stagione di serie A?
I talenti sono tanti, ma senza andare ripetere nomi già noti, dico Giada Greggi, centrocampista classe 2000 della Res Roma e Angelica Soffia, centrocampista classe 2000 dell’AGSM Verona. Sono due centrocampista per eccellenza, in campo sono molto duttili e penso possano essere il futuro della nostra Nazionale”.

Sei molto giovane ma hai già molta esperienza nel settore, a tuo parere quale dovrebbe essere il primo passo per far crescere il movimento femminile in Italia?
“Io penso che la strada sia quella del professionismo maschile. Tanti pensano che questo sia importante sotto il profilo economico, ma in realtà lo è perché il settore maschile porta organizzazione, mentalità, strutture, staff medici e tecnici. Tutte queste cose fanno sentire l’atleta tutelata e riconosciuta, in più gli staff medici seguono l’atleta in tutto e per tutto. Se l’Hellas punta all’affiliazione con l’AGSM? Quella dell’Hellas è una piazza lungimirante, questo sarebbe un connubio che renderebbe onore a una città intera”.

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