Massimiliano Pirotta si è unito alle Milan Ladies per lavorare come preparatore dei portieri e portare con sé tutto il suo bagaglio d’esperienza. La sua è una figura che per molti anni è stata sottovalutata, soprattutto in ambito femminile ma le cose stanno cambiando rapidamente.

Massimiliano, da quanto tempo fai il preparatore dei portieri e che cosa ti ha spinto a fare questa
scelta?
“E’ da 10 anni che alleno i portieri partendo dalle fasce d’età più piccole fino ad arrivare alle
prime squadre. Da 1 anno e mezzo ho deciso di farlo diventare il mio lavoro primario, aprendo una scuola portieri in provincia di Monza e Brianza e seguendo diverse società e ragazzi in maniera privata.
Ciò che mi ha spinto a diventare un preparatore è stata la passione verso questo ruolo in
primis e la mancanza di tale figura in tanti ambienti del calcio. I ragazzi hanno bisogno di essere seguiti scrupolosamente sopratutto in un ruolo così delicato dove anche la parte psicologica e caratteriale è da valorizzare”.

Quali esperienze hai avuto oltre quella appena iniziato con le Milan Ladies?
“Oltre alle ragazze, in passato ho dato il mio contributo sia in squadre dilettantistiche che
professionistiche. Attualmente lavoro presso la Cosov Villasanta (Scuola Calcio Ac Milan) dove quest’anno sarò preparatore per le annate 2006/2007/2008. In collaborazione con questa società, vista la stima reciproca e la disponibilità, con la Presidentessa Angela Calloni abbiamo deciso di far nascere la Cosov Goalkeeper Academy più di 1 anno fa. Per questo progetto mi sento di citare anche l’ importante supporto di Luca Galbussera e Giulio Di Mauro, due persone senza le quali tutto questo non sarebbe mai nato. L’Accademia mi ha dato la possibilità di far crescere i ragazzi in un ambiente sereno e tranquillo dove posso dare ogni volta il 100%.
Seguo privatamente alcuni ragazzi tra cui, da quasi 2 anni, un ragazzo che milita nelle
giovanili di una squadra di Serie A, mio motivo di grande orgoglio e ricerca del dettaglio in
ogni allenamento e, praticamente da sempre, un altro ragazzo più giovane che gioca in
una professionistica”.

Che tipo di portieri stai allenando in rossonero?
“Appena sono arrivato ho avuto la possibilità di allenare Alessia Groni e Elisa Rotella per la
preparazione della Coppa Italia. Due ragazze di ottima tecnica, spirito e grinta da vendere, sono davvero felice di essere con loro. Ho anche fatto un allenamento con Prima squadra e Primavera dove ho avuto modo di vedere Chiara Baldini, un portiere secondo me di grande prospettiva. A prescindere comunque al Milan Ladies ricoprirò il ruolo di Responsabile Portieri e Preparatore dei Portieri partendo dalla Prima squadra, Primavera, giovanili e scuola calcio.
Ringrazio il Presidente Eros Badin e il direttore sportivo Germano Sessa per avermi scelto
e gli allenatori Federico Volonterio (Prima Squadra) e Jacopo Marafante (Primavera) per
avermi fatto sentire subito uno di loro”.

Quali sono le differenze maggiori tra un portiere uomo e un portiere donna?
“Le differenze sono prettamente fisiche: l’uomo ha maggiore forza, la donna più resistenza.
Sotto l’aspetto tecnico invece, con il giusto lavoro, un portiere donna e un portiere uomo
posso equivalersi. Il più grosso errore che si potrebbe fare quando si entra nel calcio
femminile è sottovalutare le loro capacità e caratteristiche, cosa che non ho fatto sapendo
quanto possono dare. Ciò che mi ha stupito è vedere una voglia di apprendere continua e una grinta da far invidia. Solo in Italia il calcio femminile è estremamente sottovalutato, all’estero invece è pari a tutti i maggiori sport. L’esempio è il fatto che Hope Solo, portiere degli USA, sia una grande icona dello sport a livello mondiale”.

E’ vero che spesso viene sottovalutato il vostro ruolo di preparatori soprattutto in
ambito femminile e durante i primi anni di scuola calcio?
“No io non credo, ora come ora il calcio femminile sta avendo un’evoluzione e con sé sta
portandosi dietro anche la figura del preparatore dei portieri. Conosco per esempio un grande preparatore, Geso Strambelli che lavora presso le Pink Bari (Squadra di Serie B) a cui sono legato oltre che dalla stima reciproca e dal rispetto, anche da amicizia. Infatti quando mi è arrivata la richiesta da parte delle Milan Ladies lui è stato una tra le prime persone con cui ho condiviso questa notizia. Con lui ho modo di confrontarmi molto spesso e il confronto con un altro preparatore ci aiuta a crescere e migliorare il nostro stesso lavoro. Per esempio, capita che tra un allenamento e l’altro ci ritroviamo al telefono per confrontarci, ci inviamo foto o video di interventi ripresi in allenamento.
Per quanto riguarda il ruolo del preparatore nei primi anni di scuola calcio, non condivido
assolutamente il pensiero di chi sostiene che non serva, al contrario penso che sia
fondamentale proprio dai primi anni in quanto, come dico spesso, ci sono bambini che
scelgono di giocare a calcio e altri che scelgono di giocare in porta. Un bambino deve
essere seguito nel dettaglio sia a livello tecnico che psicologico perché giocare in porta è
dura, si è da soli e bisogna saper reagire nel modo giusto a tutto quello che c’è attorno.
Giocare tra i pali è difficile, ma se la si prende nel modo giusto è il ruolo più bello del
mondo”.

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