Capitano e simbolo del Napoli CF di cui è capitano dalla stagione 2009-10, Valentina Esposito ha lasciato casa sua soltanto per la Torres nel 2014-15 ma ora giura eterno amore alla squadra partenopea. La serie A resta un sogno, intanto in queste settimane ci sarà da combattere con il problema stadio.

Valentina, da cosa nasce la tua passione per il calcio?
“Nasco come esterno alto di centrocampo poi per esigenze della squadra tra i vari infortuni di alcune compagne ho vestito il ruolo di difensore centrale e successivamente esterno basso. Mi adatto facilmente a qualsiasi situazione. Diciamo che sono nata col pallone ai piedi io non ricordo un giorno senza la palla. E’ una passione che coltivo da piccola giocavo per strada coi ragazzini poi a 14/15 anni il mio esordio nel campionato femminile di serie B”.

Che tipo di giocatrice sei e da quanto giochi col Napoli?
“Col Napoli gioco da diversi anni ben 8 stagioni consecutive poi ho giocato un anno alla Torres 2014/2015. Poi il rientro a Napoli, dopo il fallimento della Torres (cosa che mi è dispiaciuta moltissimo, per me è stata un’esperienza stupenda e ho conosciuto persone davvero in gamba). Quindi ho deciso di non partire più per altre destinazioni rifiutandone alcune  e di rientrare  nella mia Napoli e ripartire dal lavoro che avevo lasciato e dalla mia squadra (il Napoli è casa mia)”.

Per una calciatrice è difficile conciliare la vita in campo con quella fuori dal campo?
“Per una donna è difficile conciliare lavoro col calcio, sappiamo bene che noi donne in Italia non possiamo “mangiare” di calcio, come magari succede all’estero. Abbiamo la necessità di lavorare per poter arrivare a fine mese. Io per fortuna riesco a fare entrambe le cose ma in tante smettono perché non riescono a trovare il tempo. È una cosa triste.
Ogni volta sembra che l’Italia sia vicina ad una svolta ma poi mi rendo conto che è sempre più difficile fare calcio qui. Ho letto nei giorni scorsi che molte squadre non si iscrivono ai rispettivi campionati. Mi auguro che, così come è successo  alla Fiorentina all’Udinese o alL’Empoli, nascano altre realtà che uniscano il maschile al femminile soltanto così potremo vedere migliorare il nostro calcio”.

Quali sono i tuoi obiettivi con la maglia del Napoli?
“A Napoli adesso viviamo una situazione di disagio in quanto vediamo bloccare un progetto che ci vedrebbe protagonisti di un cambiamento radicale. Non abbiamo una struttura su cui giocare. Era tutto pronto per poter iniziare un nuovo percorso. Speriamo che nei prossimi giorni qualcosa cambi”.

A tuo parere, cosa manca al calcio femminile per arrivare al livello delle altre squadre d’Europa?
“Il mio obiettivo è quello di riportare Napoli in serie A. Non so se questo sia possibile già da quest’anno ma questo è il miglior augurio che faccio a me e alle mie compagne di squadra”.

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