Se c’è un elemento che ha contraddistinto fin qui la carriera di Valentina Bergamaschi, sono stati i gol. Dalle rappresentative giovanili in Nazionale, fino alla Svizzera, dove gioca anche attualmente con la maglia del Neunkirch, la bomber classe 1996, non ha davvero mai smesso di gonfiare la rete. Il suo periodo d’oro è stato coronato anche dalla prima chiamata in Nazionale maggiore per il Torneo di Manaus in Brasile. Esordio e ovviamente, gol contro la Russia. L’abbiamo intervistata per farci raccontare le sue emozioni.

Che cosa ha significato per te il torneo in Brasile?
“E’ stata un’esperienza diversa dalle altre giocare per la Nazionale maggiore, essere cresciuta e arricchirmi ulteriormente di nuove cose sia all’interno che fuori dal campo per me è stata la realizzazione di un sogno. Spero che non sia un punto d’arrivo ma un punto di partenza”.

Che emozione è stata il primo gol con la Nazionale maggiore?
“Il primo goal è stato inaspettato, non riuscivo molto a realizzare di aver segnato, faticavo a crederci anche io, però, esordio con goal. Non potevo chiedere di meglio emozioni che non si possono descrivere”.

Che consigli ti ha dato Cabrini, che tipo di allenatore è?
“Personalmente Cabrini mi è piaciuto molto come persona e come allenatore è stato un grande calciatore e quindi riesce a trasmettere alla perfezione le sue esperienze. Mi ha aiutata molto da un punto di vista tecnico e tattico consigliandomi, rimproverandomi e incitandomi quando serviva”.

Speri nella convocazione per l’Europeo?
“Spero di si, perché vorrei continuare questo importantissimo percorso e perché queste sono delle belle ed irripetibili esperienze di vita”.

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