E’ il bomber dell’Orobica Calcio Bergamo, per lei nella scorsa stagione la bellezza di 20 reti. Luana Merli, classe 1987, dopo il lavoro che le calciatrici, in quanto non professioniste, sono costrette ad avere, fa l’attaccante. “Bisogna essere concentrati sia sul lavoro che nel calcio, e certe volte le prestazioni non sono granché” ci confessa in questa intervista mettendo a nudo uno dei problemi più grandi del calcio femminile. Lei intanto continua a fare gol con un occhio sempre rivolto al cielo…
Com’è nata la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio è sempre esistita, ho iniziato all’oratorio con i miei amici del paese quando avevo 6 anni, poi ho dovuto smettere per vari motivi legati alla mia vita privata, solo negli ultimi anni sono riuscita a riprendere a giocare a 11, ma diciamo che il calcio è sempre stato il mio sport innato”.
Che tipo di attaccante sei, come ti descriveresti?
“Diciamo che sono un attaccante che crea molte occasioni da gol e riesco a segnare quasi in tutte le partite anche se devo essere sincera potrei alzare di più la media dei gol, ho delle qualità fisiche e tattiche che mi permettono di arrivare a tu per tu con il portiere, e mi piace soprattutto partire da lontano con palla al piede, non ho paura a fare determinati contrasti, quindi mi definirei un attaccante decisa ed eclettica”.
Nella scorsa stagione hai segnato 20 gol, qual è il tuo obiettivo per la prossima annata?
“Il mio obbiettivo personale per l’anno prossimo è di segnare più gol rispetto a quest’anno, far altrettanti assist per le mie compagne ed essere più decisa. Un altro obiettivo riguarda anche la squadra: mi piacerebbe chiudere la mia carriera vincendo il campionato perché non ho ancora avuto questa gioia e vorrei dedicare questo piccolo traguardo a mia madre che mi segue dai cieli”.
E’ difficile conciliare la vita da sportiva con gli impegni e il lavoro di tutti i giorni?
“E’ difficile si, anche perché lavoro dal lunedì al venerdì fino le 19.00, a volte anche il sabato mattina, fortunatamente sono vicina al campo, ma comunque la stanchezza fisica se ne risente anche perché comunque bisogna essere concentrati sia sul lavoro che nel calcio, e certe volte le prestazioni non sono granché”.
A tuo parere, qual è il motivo per cui in Italia il calcio femminile non è ancora affermato come nel resto d’Europa?
In Italia rispetto al calcio femminile estero purtroppo non ce stata ancora una vera svolta, diciamo che si potrebbe lavorare di più sulle dirette tv, servizi televisivi nei tg sportivi, articoli pubblicati quotidianamente su giornali, promozione sul territorio, progetti ecc ecc  cosi da permettere alle giocatrici più giovani di me di avere un futuro calcistico migliore”.

Pin It on Pinterest

Condividi

Condividi questo articolo dove vuoi!