Da 5 anni in Prima squadra, anche se di anni ne ha solo 21. Stiamo parlando di Guya Vavassori, ex attaccante e oggi difensore centrale di grande prospettiva. Il suo spostamento dalla fascia dell’attacco alla difesa risale ad un anno fa, ma in poco tempo la calciatrice dell’Orobica calcio Bergamo ha scoperto il ruolo che più le si addice.

Guya, com’è nata la tua passione per il calcio?
“Da bambina giocavo a calcio coi miei cugini e con gli amici. Poi all’età di 6 anni ho deciso di iscrivermi alla squadra dell’oratorio del mio paese e da lì mi sono appassionata”.

Nasci attaccante ma ultimamente c’è stata un’evoluzione come difensore. Come mai questa scelta?
“Fino all’anno scorso era un attaccante esterno, in estate però il mister mi ha spostata centrale di difesa e da lì non mi sono più spostata. All’inizio è stato difficile poi mi sono abituata, ora non penso proprio a tornare in attacco. Mi sento un difensore”.

E’ difficile conciliare la vita da calciatrice con quella fuori dal campo?
Inizialmente si possono incontrare alcune difficoltà ma è tutta questione di organizzazione. Nella vita extra calcistica studio scienze dell’educazione all’università e faccio la baby sitter”.

Qual è il tuo obiettivo personale per la prossima stagione con la maglia dell’Orobica?
“Voglio affermarmi come difensore e trovare continuità in questo ruolo. La Nazionale? Ora penso solo a fare bene con la mia squadra. Il professionismo è un sogno, ma resto coi piedi per terra”.

Cosa consiglieresti ad una ragazza che vuole entrare nel mondo del calcio?
“Le direi di fare semplicemente ciò che la rende felice, non pensando ai giudizi delle altre persone. Io sono stata fortunata perché ho sempre avuto l’appoggio di genitori e amici”.

A tuo parere quale dovrebbe essere il primo passo per avvicinare il calcio femminile italiano ai livelli dell’estero?
“Penso che il primo passo dovrebbe essere quello di avvicinarsi al maschile per avere più visibilità. Ma anche in quel caso bisognerebbe comunque avere tanta fiducia”.

 

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