Classe 1979, una vita sui campi di calcio e ancora tanta voglia di segnare ed esultare. Per la stagione 2016-17 Rossella Cavallini, vero bomber d’altri tempi, si è messa a disposizione del Pro San Bonifacio dopo due anni passati con la maglia del Fortitudo Mozzecane. Protagonista già al primo turno di Coppa Italia, ovviamente con un gol, ha rilasciato una bella intervista in esclusiva per Sportdonna.it.

Parto subito dalla doppia sfida di Coppa Italia. Siete passati grazie ad una tua rete, che emozione è stata segnare ad una tua ex squadra?
“E’ stato strano, alla Fortitudo ho vissuto due anni belli ma in estate ho fatto questa scelta e sono felice così. Sicuramente è stata un’emozione particolare”.

Che cosa ti ha spinto ad accettare la nuova avventura con la maglia del Pro San Bonifacio?
“Ci sono stati dei motivi logistici, perché giocando per il Pro sono più vicino a casa. Mi trovo in una squadra molto giovane a cui posso portare tutta la mia esperienza, aiutando le ragazze a crescere. Se mi vedo in un futuro da allenatore? Ho il patentino, ma mi penso di essere più adatta per un ruolo di preparatore atletico. Ci penserò solo quando deciderò di appendere gli scarpini al chiodo”.

Dove pensi possa arrivare questa squadra in questa stagione?
“Indubbiamente siamo in un girone molto difficile rispetto a quello dello scorso anno. Dobbiamo misurarci con squadre toste e fisiche, l’obiettivo è quello di raggiungere una salvezza tranquilla, voliamo basso, ma penso che visto anche il nostro organico possiamo puntare ad una posizione di media classifica”.

La scorsa stagione hai segnato 19 gol, ti sei fissata un obiettivo per il campionato che sta per iniziare?
“Gli obiettivi portano male, (ride, ndr) meglio non fare previsioni e prendere quello che viene. La squadra è nuova e ci sono altri attaccanti forti, magari ci spartiremo i gol”.

Ti chiedo invece un pronostico da spettatrice sulla finale di Supercoppa tra Brescia e AGSM Verona. Quale delle due squadre vedi favorita?
“Il Brescia resta favorito perché il Verona ha fatto un’opera di ringiovanimento acquistando ragazze italiane molto brave ma giovani, quindi non ancora mature e non al livello di quelle che invece sono andate via, le straniere invece devo ancora ambientarsi nel calcio italiano”.

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