Prima la salvezza, poi testa libera per giocare senza pressioni. Nonostante il primato in classifica, quattro vittorie su quattro nelle prime giornate del girone C di serie B, la Pro San Bonifacio e il suo allenatore volano bassi verso l’obiettivo che si erano fissati ad inizio stagione. In questa intervista spazio alle parole di mister Manuel Pignatelli.

Mister, siete in testa nel girone che in molti considerano il più competitivo della B, che cosa significa?
“Penso che il nostro sia il girone più duro, per noi essere in testa è un motivo di grande orgoglio ma vogliamo restare umili e sappiamo che i valori verranno fuori nelle prossime giornate. Il nostro obiettivo è raggiungere il prima possibile la quota salvezza, siamo già a buon punto, poi potremmo divertirci e porci l’obiettivo di entrare nelle prime 5 o 6 posizioni in classifica. Devo fare i complimenti alle ragazze che stanno dando il 1100%, anche quando le condizioni atmosferiche o il campo non ci permettono di mostrare tutta la nostra qualità, loro superano l’ostacolo”.

Quando ci siamo sentiti per la prima intervista hai detto che ti mancava la panchina, che cosa hai provato in queste prime giornate?
“Mi sento come un leone a cui hanno tolto la gabbia, sono nel mio habitat e riesco ad essere me stesso. E’ vero che ho ancora poca esperienza ma ho la possibilità di esprimere i miei valori che piano, piano emergeranno”.

Qual è la tua giocatrice che ti ha impressionato di più in queste giornate?
“E’ sempre difficile fare un nome perché tutte meritano un applauso se però devo scegliere dico Rossella Cavallini. Dico lei perché nonostante i suoi 37 anni sta dimostrando ancora una volta di essere una professionista. Ci porta punti non solo sul campo, ma anche nello spogliatoio dove riesce ad amalgamarsi ed essere da esempio alle più giovani. Questa non è una fortuna da poco per un allenatore”.

Che cosa vi aspettate dalla prossima gara contro il Vicenza?
“E’ una gara che stiamo preparando come le altre, ovvero curando ogni minimo dettaglio e cercando di informarci sulle nostre avversarie perché portiamo il massimo rispetto verso qualsiasi squadra. Non esiste mai partita vinta prima di giocarla. Sarà una dura lotta, cercheremo una vittoria per aumentare il distacco con loro. Ad inizio stagione, noi come loro eravamo tra le 4 0 5 squadre che si sarebbero giocate la salvezza quindi questa la considero ancora una sfida salvezza. Le prime somme le tireremo solo alla fine del girone d’andata”.

Da ex Verona, ti aspettavi una squadra fuori dalla Champions e indietro in campionato rispetto a Brescia e Fiorentina?
“In Champions non mi aspettavo l’uscita perché nonostante abbiano cambiato molto, il loro livello e tasso di qualità era superiore rispetto alle avversarie kazake. Al ritorno in casa, secondo me avrebbero dovuto crederci di più. C’è da dire che hanno patito un po’ di sfortuna perché a cavallo della doppia sfida di Champions hanno subito diversi infortuni. In campionato invece, guardando le rose di Brescia e Fiorentina penso che queste due squadre siano superiori e si giocheranno il campionato. Da ex Verona e quindi tifoso spero di sbagliarmi ma da sportivo vedo la squadra di Longega tra il 3 o il 4 posto in classifica”.

Che impressione ti ha fatto invece il Brescia ieri contro il Fortuna?
“Non l’ho visto male, ma sotto porta ci sono stati molti errori. Quando ci sono partite così le occasioni vanno sfruttate. Sono positivo per il ritorno. Il Brescia ha dimostrato di saper fare buone partite in Women’s Champions League, servirà un capolavoro per passare. Da italiano non posso che dire: forza Brescia”.

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