Le donne nello sport sono l’ultima ruota carro dal punto di vista del professionismo sportivo. Non per noi, non per le “Ragazze nel pallone”, iniziativa nata nel 2009 per promuovere e favorire la diffusione, la conoscenza e la pratica delle attività sportive femminili tramite tornei degli sport più svariati, tra cui il calcio. L’idea è nata e viene portata avanti da 8 anni da un gruppo di amiche che per l’1, il 2 e il 3 luglio porteranno nuovamente il torneo a Padova.

Per conoscere meglio questa realtà abbiamo intervistato una delle ideatrici del torneo, Elisabetta Torresin.

Partiamo chiedendoti che cos’è nello specifico “Ragazze nel pallone”
“E’ un evento legato al mondo dello sport femminile che da 8 anni stiamo facendo nella città di Padova. Siamo partite organizzando tornei di calcio a 6, poi ci siamo aperte anche ad altri sport. Quest’anno ci saranno il calcio a 6, il calcio gaelico, il rugby, la marcia, il puddle e il basket. Avremo anche una parte più ludica con concerti e party. A Padova è possibile pernottare tre giorni in campeggio nell’apposita area dedicata alle sportive”.

Da che cosa nasce questa idea e qual è lo scopo per cui è nato questo evento?
“E’ evento che è nato per gioco, noi organizzatrici siamo tutte amiche e abbiamo notato che in Italia ci sono pochi eventi legati al mondo sportivo al femminile. E’ diventata una bella avventura che non facciamo per scopi di lucro ma ci impegna tutto l’anno per fare in modo che questi 3 giorni siano perfetti. Vogliamo farci promotrici di una legge per togliere allo sport la macchia di disuguaglianza tra uomini e donne. I ricavi della marcia non competitiva che abbiamo organizzato per questa edizione, andranno alla “Città della speranza”. Attraverso il nostro torneo negli anni passati abbiamo aiutato una ragazzina del Bengala aiutandola a creare una squadra nel suo paese. L’emancipazione delle donne in queste zone può avere il via anche attraverso lo sport”.

Parliamo invece di calcio femminile, cosa pensi del nostro movimento italiano?
“Personalmente penso che le frasi di Felice Belloli abbiano aperto il vaso di Pandora mostrando a tutti cosa realmente si pensa del calcio femminile a livello istituzionale in Italia. Per assurdo queste frasi hanno dato una spinta al movimento. Le ragazze che giocano a calcio fanno un doppio lavoro perché non sono professioniste e non hanno vantaggi economici. Forse dopo le parole di Belloli i mass media si sono dati una mossa, una cosa negativa ha prodotto qualcosa di positivo. La strada è ancora lunga, speriamo che il calcio femminile italiano possa crescere ed avere una storia più felice come in passato. Se sono fiduciosa? Non molto, in questi casi serve fare la voce grossa per avere dei risultati”.

Per avere ulteriori informazioni e iscriversi ai tornei è possibile visitare il sito cliccando qui Ragazze nel Pallone.

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