Centrocampista classe 1996, Martina Corradini è giovanissima ma è già una sicurezza nel centrocampo della Reggiana. Nel cassetto ha già messo diverse convocazioni nelle Nazionali giovanili, lì resta anche il sogno di fare del calcio la sua professione.

Da dove nasce la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio è nata grazie a mio fratello, lui ha 7 anni più di me e quando ero piccola lo accompagnavo insieme ai miei genitori a giocare nelle varie partite e tornei che faceva, poi sempre insieme al pomeriggio giocavamo a calcio in cortile e mi ricordo che mi faceva sempre vincere perché altrimenti io mi arrabbiavo tantissimo”.

Che tipo di giocatrice sei?
“Gioco centrocampista centrale, sono brava tecnicamente per questo prediligo giocare palla a terra anche se a volte mi piace fare qualche lancio filtrante per gli attaccanti 
Devo invece migliorare molto sulla fase difensiva e sul colpo di testa”. 
Cos’è la cosa che ami di più del calcio?
La cosa che mi piace di più del calcio è indubbiamente il senso di libertà che mi trasmette, inoltre un’ altra cosa che amo del calcio è la possibilitá giocando bene e di squadra di vincere anche contro squadre più forti della tua”.
Capitolo Nazionale, come hai accolto le convocazione nell’Under?
“La chiamata in Nazionale é stata inaspettata perché io giocavo in serie c, e in genere le ragazze che venivano convocate giocavano già in serie maggiori, comunque é stata una bella esperienza nella quale ho potuto conoscere staff tecnici molto qualificati e nuove metodologie di lavoro”.
Qual è il tuo obiettivo personale per la prossima stagione?
“Per la prossima stagione non ho un mio obbiettivo personale, spero solo che la squadra faccia un bel campionato, magari di alta classifica, credo che la società se lo meriti con tutti i sacrifici che fa per permetterci di giocare nelle migliori condizioni”.

Sogni un futuro nel mondo del calcio professionistico o ti vedi sempre in Italia?
Ho sempre sognato di poter fare la calciatrice professionista, però mi piace rimanere coi piedi per terra e quindi sto studiando per avere in futuro un lavoro che possa conciliare con il calcio. Poi se un giorno si realizzerà il mio sogno di far diventare una passione il mio lavoro saró molto felice”.

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