Tra i pali, inizialmente per caso e poi per scelta. Rosalia Pipitone, estremo difensore della Res Roma, tra le più apprezzate nella nostra Serie A, ha un solo cruccio che ancora non è riuscita a togliersi ed ha i colori Azzurri della Nazionale maggiore con la quale l’amore non è mai sbocciato.

Rosalia, come nasce la tua passione per il calcio?
“La mia passione è nata da quando ero piccola, è una cosa genetica visto che anche mio papà ha giocato a calcio. Ho iniziato in strada, quando da piccola rincorrevo il pallone in Sicilia. All’età di 13 anni poi sono andata in una società di calcio femminile. Ho iniziato nel ruolo di attaccante, poi, per caso, sono stata messa in porta e da lì non mi sono più mossa”.

Con la Res siete quinte in classifica, vi aspettavate di fare un campionato da vertice?
“Il  nostro obiettivo era quello di migliorare la posizione dello scorso anno e fare più punti, sempre con in testa la salvezza da ottenere il prima possibile. Non pensavamo però di partire così bene ed ottenere da subito ottimi risultati. Siamo una squadra molto giovane, composta da 4 o 5 ragazze esperte, e tante altre calciatrici della Primavera”.

Contro il San Zaccaria si è vista una Res un po’ sottotono rispetto al solito, cos’è successo?
“Probabilmente non ci aspettavamo di trovare una formazione così forte fisicamente. Bisogna dire che loro sono una buona squadra, tanto è vero che nelle ultime partite si stanno riprendendo. A questo si è aggiunta un po’ di sfortuna sotto porta e il fatto di aver pagato la fatica fisica di gare come quelle contro Mozzanica, Verona e Brescia”.

Sabato affronterete il Napoli Dream Team nel 2^ turno di Coppa Italia, che gara vi aspettate?
“La preparazione è stata identica alle gare di campionato. In questo senso mister Melillo è un grande stimolo, ci mantiene sempre concentrate. Forse abbiamo un po’ meno ansia perché non ci sono in palio i tre punti, ma teniamo alla qualificazione in Coppa Italia. Penso che sabato troveranno spazio anche ragazze che hanno avuto meno minutaggio fin qui”.

Da avversaria, come hai visto la Fiorentina?
“Devo dire che da centrocampo in sù sono impressionanti. Hanno comprato tante top player la scorsa estate, ma il fatto di potersi dedicare totalmente al calcio le rende anche più libere mentalmente. Molte sono migliorate, una tra tutte Alice Parisi che penso abbiamo raggiunto quel 10% in più per diventare ancora più straordinaria”.

Capitolo Nazionale. Ti vogliono un po’ tutti in Azzurro, appassionati, staff della Res, tifosi ma la chiamata non arriva mai. C’è del rammarico per questo?
“Ho sempre sperato in una chiamata dalla Nazionale e ora, a 31 anni, non credo di essere vecchia perché sono un portiere e posso dare ancora molto. Sono arrivata fino all’Under 21, poi non è più arrivata nessuna chiamata e questo mi dispiace molto. Penso di aver sempre fatto il mio meglio, non è sempre facile distinguersi quando si gioca in una squadra che lotta per la salvezza. E’ un peccato perché, in questi anni, ho ricevuto diversi riconoscimenti e sono stata votata anche come miglior portiere d’Italia dagli allenatori. Mi sarebbe piaciuto capire perché non ho mai fatto nemmeno uno stage, avrei sicuramente cercato di migliorare negli aspetti in cui andava fatto. Comunque nessuna ragazza della Res Roma è nel giro della Nazionale maggiore, un peccato visto che molte sono in Under 23 e meriterebbero una chance”.

 

 

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