Nonostante l’età, è una classe 1997, è già matura sul campo e nelle parole. Flaminia Simonetti, centrocampista della Roma, ci parla della sua stagione in giallorosso. In estate aveva scelto di partire per andare a giocare in Svizzera, poi però ha prevalso il cuore e ora dice: “Non ho rimpianti”. Forse proprio perché con la Res è stata autrice di un’ottima stagione.

Com’è nata la tua passione per il calcio?
“La mia passione per il calcio non è nata per un motivo ben preciso. Ad oggi posso dire che è stata una cosa che ho portato dentro fin da bambina. Ho cominciato a giocare nella squadra della parrocchia grazie ad un mio amico e poi mi sono affacciata al femminile con la mia prima esperienza con la Roma femminile in serie A, prima di approdare alla Res Roma”.

Che tipo di centrocampista sei?
“Non sono un centrocampista di rottura, anche se all’occorrenza faccio qualsiasi cosa, diciamo che ho delle qualità tecniche e fisiche che mi permettono di ripartire con rapidità, di inserirmi tra gli spazi e di trovare il passaggio giusto per mettere in porta la mia compagna”.

In estate sei partita per la Svizzera, poi hai scelto di tornare a Roma. Che cosa ti ha spinto a prendere questa decisione e, a posteriori, pensi sia stata la scelta giusta?
“Non ero convinta della scelta al 100%, più si avvicinava il giorno della partenza più mi sentivo sempre meno pronta. Ci vuole coraggio a lasciare le proprie cose ed i propri affetti. In questo caso ha vinto il cuore e tutto quello che avevo ed ho tutt’ora qui. Appena tornata ho dovuto far i conti con chi non accettava la mia scelta ma da quel giorno fino ad oggi non ho mai avuto rimpianti”.

Come valuti questa stagione della Res?
“É stata un’ottima stagione per la Res Roma, penso la migliore da quando siamo in serie A. Abbiamo alzato il livello degli allenamenti e della concentrazione in gara e questo ci ha permesso di poter stare su insieme alle grandi. È cambiato l’atteggiamento, la mentalità, la disponibilità, la voglia di fare, la convinzione, la cattiveria e la grinta in ognuna di noi”.

Che cosa serve a questa squadra per fare il definitivo salto di qualità tra le grandi?
“Bella domanda, mi capita spesso di pensarci. Io penso che tecnicamente ed individualmente a livello giovanile vantiamo una rosa che fa invidia a tutti, e siamo ancora tutte ragazze in crescita e soprattutto di prospettiva. Ci manca un po’ di esperienza, ma quella si acquisisce piano piano, e qualche rinforzo in più di qualità per poter avere più ricambi e più scelte di gioco”.

Che cosa sogni per il tuo futuro?
“Per il mio futuro calcistico sogno la convocazione in Nazionale maggiore, sarebbe motivo di orgoglio per me”.