Da capitano a presidente. Prima il calcio vissuto sul campo con scarpini e maglietta, ora l’impegno da numero uno del Fimauto Valpolicella per far sì che tante altre ragazze continuino a seguire il loro sogno, giocare a calcio in barba ai pregiudizi. Flora Bonafini, presidente del Fimauto Valpolicella, squadra arrivata alle spalle del Como 2000 nel girone A di serie B, ci racconta la stagione della squadra Veronese e ci dà qualche anticipazione sul futuro tra staff e mercato.

Presidente, a bocce ferme come valuta la stagione appena conclusa?
“Abbiamo sicuramente fatto una buona stagione, ma potevamo fare qualcosa di più. Ci sono stati dei passi avanti anche a livello societario e di settore giovanile. Con la Prima squadra puntavamo a vincere il campionato, ci siamo andate vicine. Il nostro campionato possiamo dividerlo in due parti: la prima col freno a mano tirato e la seconda di grande livello. Purtroppo senza play-off basta una sola distrazione per perdere la promozione”.

Per la prossima stagione verranno confermati staff e squadra?
“Per quanto riguarda lo staff verrà confermato con l’aggiunta di un nuovo allenatore che verrà reso noto nei prossimi giorni, mister Bittante farà il vice. A livello di squadra, la prossima settimana inizieremo a parlare con ogni singola giocatrice per capire le intenzioni future. Sul mercato ci stiamo muovendo anche su giocatrici estere per migliorare il nostro livello e aumentare l’esperienza della squadra”.

Quale sarà l’obiettivo per la prossima stagione?
“Non facciamo più proclami, per ora hanno sempre portato sfortuna. Posso solo dire che l’obiettivo sarà quello di migliorare”.

Da calciatrice a presidente, ma qual è il ruolo più bello?
“Se avessi potuto giocare a calcio per sempre, lo avrei fatto. Purtroppo però c’è un momento in cui bisogna fermarsi. Il mio obiettivo è quello di far crescere il calcio femminile, per questo ho deciso di prendermi la responsabilità di fare il presidente della squadra”.

Cosa manca al calcio femminile italiano per essere a livello delle squadre europee?
“Manca il settore giovanile, bisogna partire delle basi. Noi lo scorso anno abbiamo iniziato prendendo 35 ragazzine, speriamo nei prossimi 4 o 5 anni di avere ragazze pronte per la Prima squadra. In questo senso ci ha aiutato anche la collaborazione col Chievo Verona, usare i loro impianti ci facilita in tanti modi e da parte loro c’è grande fiducia nel nostro lavoro. Penso che per il futuro le affiliazioni col maschile siano l’unico modo per il calcio femminile di crescere perché noi non abbiamo risorse economiche mentre al maschile hanno già impianti. Se in futuro diventeremo Chievo Verona? Bisognerebbe chiedere al presidente Campedelli se è interessato”.

 

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