Mano pesante della Procura Federale sul presidente del Brescia Giuseppe Cesari, il presidente del Tavagnacco Roberto Moroso, il presidente del Bologna Sergio Grandi e il presidente del Pordenone Antonio Colle. I quattro presidenti sono stati infatti multati con un ammenda di 600 euro e l’inibizione, ovvero il divieto di rappresentare la propria società negli eventi sportivi e di rilasciare interviste e dichiarazioni ai mezzi di comunicazione, per 5 mesi a partire dal 20/07/2016 con la motivazione di aver aver partecipato ad un torneo in Friuli in cui gli organizzatori avevano scelto di appoggiarsi al CSI anziché alla FIGC. Inibito per un anno anche Cornacchia Tiziano del Pordenone CSI.

Il vice presidente del Brescia Rosangela Visentin ha spiegato al sito biancoblu: “Sicuramente tale scelta è stata dettata dal tentativo di poter risparmiare qualcosa a livello organizzativo. Non solo la FIGC ha deciso di non investire nel calcio femminile, ma ha di fatto deciso di impedire in tutti i modi qualsiasi forma di sviluppo dello stesso, utilizzando tutte le armi in suo possesso. Da parte nostra come società cerchiamo di organizzarci creando stage, ritrovi, tornei pur di far partecipare le bambine piccole che non hanno quasi mai la possibilità di confrontarsi con le pari sesso visto che non in tutte le regioni ci sono campionati tutti al femminile”.

“In questa ottica – continua la vice presidente – alcune società di calcio femminile hanno deciso di partecipare a questo torneo, con il risultato che grazie alla solerzia vigilanza del Comitato Regionale del Friuli (che probabilmente non ha altre cose importanti da fare) ha deciso di aiutarci facendo una denuncia al Tribunale Federale Nazionale per il fatto che gli organizzatori non avevano le autorizzazioni necessarie, con il risultato che qui di seguito vi portiamo a conoscenza. Più volte abbiamo espresso le nostre “perplessità” e lamentele verso tale atteggiamento negativo della Federazione ma senza alcun risultato anzi con il risultato contrario che si traduce di fatto in continue ritorsioni e questa sentenza ne è la chiara dimostrazione”.

Ebbene – conclude – il Brescia Calcio Femminile non si arrende e continuerà a lottare per il bene del calcio femminile contro quel “Palazzo” che con la sua ottusità e ostilità cerca in tutti i modi di frenarne la crescita”.

Per leggere la sentenza del Tribunale Federale Nazionale, Clicca QUI, pagina 19

FOTO: ACF Brescia

 

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