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Taekwondo / Alessia Korotkova: “Sono nella nazionale Refugees ma voglio diventare azzurra”

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Alessia Korotkova: “Sono nella nazionale Taekwondo Refugees ma voglio diventare azzurra”. Mai smettere di lottare per propri sogni: non è soltanto un detto, ma è anche il motore della vita di Alessia Korotkova. Nata in Siberia 20 anni fa e reggiana d’adozione, Alessia è una promessa del taekwondo, e il suo sogno sportivo è quello di rappresentare l’Italia, nazione che la ha accolta e la considera una figlia. Purtroppo, il sogno di Alessia si sta scontrando contro un nemico più forte di lei: la burocrazia. Alessia non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana, per cui non può rappresentare il tricolore in campo internazionale: “Agli Europei sono stata costretta a gareggiare con la Nazionale Refugees”.
Parlaci di te…
“Mi chiamo Alessia Korotkova, ho 20 anni e sono una studentessa. Abito a Reggio Emilia, ma sono di origini russe. Sono un’atleta di taekwondo dal 2012 circa”

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Come hai iniziato taekwondo?
“Come dicevo prima, ho iniziato nel 2012, grazie a un progetto che i miei allenatori svolgono nelle scuole. Un giorno loro si sono presentati nella mia scuola, durante l’ora di educazione fisica, e ci hanno dato la possibilità di conoscere meglio questo sport. Devo dire che mi ha appassionato fin da subito! Per fortuna avevo anche la palestra praticamente sotto casa, per cui avevo più di una motivazione per iniziare.”
Quali sono i momento e le vittorie che ricordi con più piacere?
“Le vittorie che ricorso con più piacere sono sostanzialmente tre. Innanzitutto, il mio primo campionato Italiano nella categoria junior -52kg; poi il Dutch Open, una gara internazionale a cui ho partecipato smpre nella categoria junior; infine, i campionati Italiani a categorie olimpiche, per i quali ho partecipato nella categoria senior -57kg.”

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Sei cresciuta a Reggio Emilia ma non puoi gareggiare per l’Italia. Come mai?
“Esatto, sono cresciuta a Reggio Emilia ma sono nata in Siberia. Al momento non sono ancora riuscita a ottenere la cittadinanza italiana, e questa situazione influisce anche nella mia attività sportiva. Io non posso ancora gareggiare con la Nazionale Italiana, tanto che agli Europei, ai quali mi sono qualificata autonomamente grazie a un terzo posto ottenuto nel Multievent, una gara svolta in Bulgaria, sono stata costretta a gareggiare con la Nazionale Refugees.”
Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
“Prenderò parte al Campionato Italiano a categorie olimpiche; non posso partecipare agli Italiani assoluti, quindi questa sarà l’unica occasione che avrò per farmi notare.”

Informazioni sull'autore

Maila Falzone

Maila Falzone

Calciatrice il sogno di bambina, giornalista sportiva quello da grande. Sono Maila, nata a Genova il 30 settembre 1991. Laureata in Scienze Politiche e Informazione ed Editoria, la mia fissa per la comunicazione mi ha spinta fino alla specialistica in Digital Humanities.
Il calcio ha sempre fatto parte di me. Sarà forse stata colpa di mamma, che mi ha portata nel suo pancione a vedere un Juventus-Genoa, o colpa di papà, che ha chiesto allo speaker di annunciare all’emozionato pubblico di Genoa-Oviedo la mia nascita: il mio cuore non poteva che essere a tinte rossoblù. Ho provato qualsiasi tipo di sport: dal nuoto alla ginnastica artistica, dallo sci alla pallavolo; quasi tutto, ma quegli scarpini mai indossati sono rimasti un chiodo fisso, tanto da essere diventati argomento della mia tesi di laurea. Amo fotografare, cucinare e, soprattutto, mangiare. Oltre alla mia vita, ritengo di vivere quelle di cui scrivo: chissà che scrivere di sport mi aiuti a buttar giù qualche chilo di troppo!

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