Serena Williams continua a far parlare di se, ma questa non è propriamente una novità. La tennista americana si lascia andare e in un’intervista si racconta: dall’ammirazione per la forza della sorella maggiore Venus, al “sogno” di esser mancina, alle racchette spaccate durante gli allenamenti – e non solo – specialmente da giovanissima. E proprio su quest’ultimo aspetto, Serena Williams si sofferma: “Argomento interessante. Penso sia un modo per riuscire a sfogarsi, forse – anzi sicuramente – non il migliore però aiuta. Certo, avendolo fatto, non posso dire che non bisogna farlo però crescendo credo si impari che ci sono altri modi per tirare fuori rabbia e frustrazione“.

Il legame con Venus è davvero molto forte, sul campo e non solo come racconta anche nel suo libro “My Life”. L’avventura tennistica della maggiore di casa Williams è diventata un po’ più difficile dopo aver scoperto che Venus soffriva della sindrome di Sjorgen: “Il suo spirito è incredibile, ha una forza pazzesca si impegna più di tutti. Io forse mi sarei limitata a giocare solo il doppio nel suo stato e invece lei non ne ha voluto neanche sentir parlare. Ha accettato la cosa e ha voluto continuare la sua carriera allenandosi ancora con più grinta“. E nell’intervista Serena rivela che le sarebbe piaciuto giocare impugnando la racchetta con la mano sinistra: “Lo chiedo sempre a papà perché non sono nata mancina, forse sarei ancora più forte. E poi, ammettiamolo, le mancine sono più cool“.

Si è sempre allenata per diventare la più forte, sin da quando giocava sui campetti pubblici di Compton, sempre accanto a Venus, e adesso Serena Williams è diventata una delle tenniste più amate e vincenti della storia: “Sento la responsabilità nei confronti dei miei fan, a volte è difficile da gestire però cerco sempre di compiacerli. Mi fermo a firmare autografi e scattare foto perché è importante per loro. Io sono una fan di Billie Jean King penso che chi ha iniziato questo movimento ha permesso a me e alle altre tenniste di poter giocare ad alti livelli. La sfida con Riggs poi, un messaggio importante nella lotta per l’emancipazione femminile“. Poi prosegue: “Cerco di fare del mio meglio divertendomi, più vinco più voglio vincere. Ad inizio carriera mai avrei pensato di entrare nella conversazione sul GOAT“.