Tennis

Tennis / Simona Halep è la regina di Wimbledon. Williams annientata

Simona Halep è la regina di Wimbledon: la tennista romena ha vinto il Championship femminile, battendo in finale 6-2 6-2 Serena Williams, che era a caccia del record di 24 vittorie nello Slam.
Nella finale femminile del Major britannico, andata in scena sull’erba del Centre Court dell’All England Lawn Tennis Club di Londra, Halep si e’ imposta sulla 37enne statunitense, numero 10 del ranking internazionale e 11esima forza del tabellone, in meno di un’ora di gioco, col punteggio di 6-2 6-2. Per Halep si tratta del secondo titolo del Grande Slam della carriera, dopo il successo al Roland Garros dello scorso anno. Per lei era la prima finale a Wimbledon. Sette invece quella vinte da Serena Williams (2002, 2003, 2009, 2010, 2012, 2015 e 2016).
«Non ho mai giocato una partita migliore», ha dichiarato emozionata Halep durante la cerimonia di premiazione davanti alla Duchessa di Cambridge Kate Middleton e alla Duchessa del Sussex Meghan Markle presenti nel Royal Box. «Mia mamma mi ha detto a 10 anni che se volevo fare qualcosa nel tennis dovevo giocare in finale a Wimbledon. Ero molto nervosa, il mio stomaco non stava molto bene. All’inizio del torneo mi ero detta che una delle mie motivazioni era vincere e diventare membro a vita del club».

Informazioni sull'autore

Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

Commenta

Clicca qui per commentare