La campionessa europea in carica di tennis tavolo classe 2, Giada Rossi, vive in quarantena in famiglia, con mamma Mara, papà Andrea e il fratello Simone, nella casa di Poincicco di Zoppola, in provincia di Pordenone. L’ultima volta che ha effettuato un allenamento in palestra è stato il 2 marzo a Lignano Sabbiadoro. Poi alcuni suoi compagni di Nazionale sono partiti per il Costa Brava Para Open e al loro rientro l’attività si è interrotta per l’emergenza sanitaria da COVID-19. Giada Rossi ha parlato cosi’ al sito ufficiale della Federazione Italiana Tennis Tavolo.
Giada, come si svolgono le tue giornate?
«Dopo un quadrienno caratterizzato da impegni intensi, ho utilizzato il primo periodo per riposarmi un po’, poi, vedendo che la situazione di stop si prolungava, abbiamo dovuto ripensare agli allenamenti. Per quanto mi riguarda, al mattino rimetto a posto la mia camera e la casa e preparo il pranzo, essendo mia mamma al lavoro. Al pomeriggio faccio invece preparazione fisica».
Qual è il programma?
«Lunedì, mercoledì e venerdì c’è un lavoro a gruppi coordinato da Alessandro Arcigli. Con Matteo Orsi, Federico Falco, Carlotta Ragazzini e Mattia Porro, un ragazzo che pratica il tennistavolo da poco tempo, ci troviamo su Google Duo per circa un’ora  di attività con Donato Gallo».
Che tipo di esercizi svolgete?
«Puntiamo a sviluppare la resistenza e la forza. Iniziamo con degli spostamenti sulla carrozzina, simulando con la racchetta dei rovesci dall’angolo, dal centro, diritto e rovescio dal centro e poi da un angolo all’altro. Ultimamente abbiamo anche introdotto i movimenti in avanti e indietro. Cerchiamo di effettuare più ripetute possibili, gestendo la carrozzina e il corpo. Spingiamo poi il bastone avanti e in alto, lo muoviamo come se fosse una pagaia da kayak e solleviamo fin sopra la testa a braccia tese. Questo circuito a tempo viene ripetuto per quattro volte, intervallate da pause».
E negli altri giorni?
«Facciamo in autonomia preparazione atletica con pesi ed elastici, seguendo delle schede. Ogni giorno ognuno di noi filma un esercizio e lo invia ad Alessando e a Donato, che così possono correggere le nostre esecuzioni. Avendo il tavolo a disposizione a casa, per tre volte alla settimana mi alleno anche nei servizi».
Ti piace cucinare?
«Mi rilassa, a pranzo preparo cose semplici come pasta o riso. Mi diletto anche nei dolci. Ieri ho fatto dei biscotti alle mele e una torta al cioccolato, prima mi ero messa alla prova con il tiramisù alle fragole».
Quali sono i tuoi hobby?
«Guardo qualche serie tv, leggo romanzi d’amore e ascolto musica, sia italiana sia straniera. Mi piacciono molto Ultimo ed Ed Sheeran».
Prospettive?
«Per tornare a gareggiare dovremo aspettare parecchio. Dalla prossima settimana saranno però nuovamente consentiti gli allenamenti individuali degli atleti d’interesse nazionale. Bisognerà vedere come sarà eventualmente possibile organizzarsi, rispettando tutti i protocolli di sicurezza».
Quanto ti manca una vita normale?
«Moltissimo, eravamo abituati a fare sei ore di allenamenti al giorno, con l’obiettivo di gare importanti, e ora siamo tutti in attesa di ricominciare, sorretti da un grande desiderio e da una grande motivazione».
Essendo già focalizzata sulle Paralimpiadi di Tokyo, previste fra pochi mesi, il rinvio al 2021 cosa comporta per te?
«Lo spostamento era inevitabile. Quest’anno non saremmo comunque riusciti ad arrivare all’evento preparati come avremmo voluto. In vista del 2021 avremo più tempo per allenarci. È chiaro, però, che un po’ di dispiacere c’è, perché questa incertezza impedisce di riprogrammare”

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