“Davanti alle ennesime situazioni come quelle della partita Fiorentina-Oristano sospesa per insufficienza di giocatrici in campo, tutto il calcio femminile appare ridicolo, le classifiche, le vittorie le promozioni, le retrocessioni etc“. Inizia così il messaggio che Roberto Salerno, presidente del Torino Femminile, ha voluto scrivere a Sportdonna.it denunciando la condizione a cui sono sottoposte le squadre sarde e coloro che, nel Girone A di Serie B, devono recarsi in Sardegna.

roberto-salerno“Lo dico per i tanti ipocriti ed esaltati che ogni anno chinano la testa davanti alle costrizioni e agli indegni trattamenti riservati al calcio femminile da parte di tutto il sistema calcio e che non hanno il coraggio di dire mai nulla. Per quanto il Presidente dell’Oristano si sia fatto in 4, 8 o sedici per arrivare alle 14,30 a Firenze in un giorno feriale, la sua trasferta appare ridicola in tutta la sua drammaticità: ragazze in traghetto il giorno prima, notte senza la dignità di un letto, il giorno dopo una partita da disputare in condizioni psico-fisiche precarie con rischi di infortuni e traumi per le ragazze oltre agli innumerevoli compromessi con le ragazze che non possono andare a scuola e con quelle che perdono il lavoro (per 2/3 giorni) In queste vergognose condizioni e allo stesso trattamento vengono sottoposte tutte le ragazze della Serie B Girone A, comprese quelle squadre che si contengono la promozione in Serie A, più preoccupate ad enfatizzare la loro classifica su giornaletti di provincia piuttosto che ad assicurare condizioni di minimo benessere e dignità alle proprie ragazze. Alle gravissime responsabilità dei vertici del calcio corrisponde, quindi, una cifra altrettanto impressionante di ipocrisia e irresponsabilità sul versante società dove troppi Dirigenti e Presidenti, a volte, non in possesso di un normale senso del ridicolo, scimmiottano un calcio “vero” che, come vedete non esiste e nemmeno lo praticano loro”.

“Nei prossimi giorni, – annuncia – intendo approfondire se non esistano precise responsabilità penali oltre che civili per le Istituzioni Sportive, cui spetta la disciplina e l’organizzazione dei campionati femminili, nel sottoporre a queste condizioni le Tesserate (spesso minorenni) che, come sapete, sono soggette alle disposizioni della FIGC LND prima ancora che a quelle delle proprie società. Tutti nodi non possono che venire al pettine”.

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