Atletica

“Treviso in rosa”, numeri da record. Ma c’è l’ipotesi rinvio per il maltempo

Credit: Radini

Oltre 17.500 donne domenica 5 maggio, in occasione di Treviso in rosa, riempiranno la città di sorrisi, divertimento e solidarietà. Un fiume rosa percorrerà le strade del centro storico, partendo da Piazzale Burchielli e arrivando poco lontano, in cima alle mura, all’altezza di Varco Manzoni. Ma il  comitato organizzatore di Treviso in rosa nelle ultime ore sta seguendo l’evolversi della situazione meteorologica prevista per domenica. Concreta l’ipotesi di spostare la manifestazione ad altra data. La decisione definitiva sarà presa domani, venerdì 3 maggio, entro le ore 14.00, sulla base di quanto comunicato dagli ultimi bollettini meteorologici.
Indipendentemente dalla data di svolgimento di Treviso in rosa, resta confermata la distribuzione del kit di partecipazione alle iscritte a livello individuale per sabato 4 maggio, dalle ore 9.00 alle ore 19.00, al BHR Treviso Hotel (via Postumia Castellana 2, Quinto di Treviso).
Organizzata dalle società sportive Trevisatletica e Corritreviso, in partnership con la sezione trevigiana della LILT, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, Treviso in rosa ha aumentato di un altro 10% le adesioni rispetto all’edizione 2018, raggiungendo la cifra record di 17.543 iscritte.
Treviso in rosa si conferma così tra le corse al femminile più partecipate dItalia. La prima in assoluto, considerando le ridotte dimensioni della città che la ospita. Mai in provincia di Treviso, territorio podistico per eccellenza, si è svolta una corsa con un così elevato numero di partecipanti.
Treviso in rosa avrà anche un fine solidale: su proposta della LILT, grazie a Treviso in rosa, sarà acquistato un pulmino attrezzato da destinare al trasporto dei malati oncologici.


L’edizione 2019 di Treviso in rosa ha numeri da brivido: le iscritte, come detto, sono esattamente 17.543, numero ormai quasi definitivo, perché le adesioni all’evento sono chiuse ufficialmente da domenica 28 aprile. Una settimana dopo il previsto, per cercare di accontentare il più alto numero possibile di richieste. Nell’edizione inaugurale del 2015, organizzata in occasione di una tappa del Giro d’Italia, le iscritte erano 1.600: in cinque edizioni, le partecipanti a Treviso in rosa sono più che decuplicate.
Tra le iscritte, oltre a nonna Anna, classe 1923, vi sono anche una ventina di ottantenni e tantissime giovani. Tanto giovani che, a volte, parteciperanno a Treviso in rosa su un passeggino spinto dalla mamma. Treviso in rosa non ha classifiche, perché lo spirito dell’evento non è quello di stimolare l’agonismo, ma di promuovere una festa. L’unica graduatoria riguarderà i gruppi più numerosi. E i gruppi sono davvero tanti: ben 205, 12 in più rispetto all’anno scorso. Si sono iscritte palestre, gruppi aziendali, corsa di yoga, pilates e zumba. Persino alcune scuole, come l’istituto Duca degli Abruzzi di Treviso, che ha presentato una richiesta di partecipazione per studentesse e per il personale della scuola. C’è chi a Treviso festeggerà l’addio al nubilato. E chi ne approfitterà per ritrovare le vecchie compagne di scuola. Treviso in rosa sarà anche una corsa tra i ricordi
DI CORSA CON I PATTINI – A Treviso in rosa, anche quest’anno, parteciperà un gruppo di donne con i pattini. Sono le ragazze dello Sporting Treviso, una delle pochissime società trevigiane a praticare il pattinaggio in linea. Sono una trentina, partiranno qualche minuto prima di podiste e camminatrici. E avranno una compagna d’eccezione: la veneziana Erika Zanetti. Un monumento del pattinaggio azzurro. Nella sua carriera ha vinto tre titoli mondiali, 28 ori europei e 54 maglie tricolori. Anche lei, nell’occasione, lascerà a casa il cronometro.

 

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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