Gli atleti transgender faranno morire lo sport femminile”. Le parole pronunciate da Donald Trump nel corso della conferenza dei conservatori americani (Cpac) ad Orlando, in Florida hanno fatto il giro del mondo e stanno facendo ovviamente discutere. L’ex Presidente americano, nel suo primo discorso importante da quando ha lasciato l’incarico, ha definito le atlete transgender come dei “maschi biologici” che distruggono i record segnati nei vari sport femminili. “Molti nuovi record sono stati battuti nello sport femminile, troppi sono stati frantumati“ – ha detto – le giovani atlete sono furiose perché sono adesso costrette a competere contro chi é biologicamente nato maschio”.
Le sue accuse probabilmente per rispondere in qualche modo alla politica di Joe Biden che spinge nella direzione di espandere le protezioni nei confronti della comunità Lgbtq (una sigla usata per indicare collettivamente la comunità Lesbica, Gay, Bisessuale e Transgender). “I record che hanno resistito per anni e decenni vengono ora distrutti con facilità – ha detto Trump –  Se questo non viene cambiato, lo sport femminile come sappiamo morirà e finirà“.

Nella box qualche mese fa aveva fatto discutere Patricio Manuel: il primo transgender nella storia di questa nobile arte. Leggi qui.

La Navratilova

D’accordo con Trump è sicuramente l’ex campionessa di tennis Martina Navratilova che qualche tempo fa aveva detto: “È sicuramente ingiusto per le donne che devono competere contro persone che, biologicamente, sono ancora uomini. Non basta definirsi donna per competere con le donne. Devono esserci dei criteri, se hai un pene non puoi competere con le donne. La via scelta dalla maggior parte delle Federazioni sportive non risolve il problema. Così è una vera e propria truffa che ha consentito a centinaia di atleti che hanno cambiato genere, di vincere quello che non avrebbero mai potuto ottenere in campo maschile, specialmente negli sport in cui è richiesta potenza”.