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Tuffi / Piattaforma: Noemi Batki conquista il diciassettesimo titolo italiano. “Voglio sognare”

Prima giornata degli assoluti estivi open di tuffi a Bolzano, ultima chiamata per i Mondiali di Gwangju (12-20 luglio) e per gli Europei di Kiev (5-11 agosto). Noemi Batki dalla sua piattaforma conquista il diciassettesimo titolo italiano. La vice campionessa europea a Edimburgo 2018 – tesserata per Esercito e Triestina Nuoto – infila un eccellente triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato (67.50) e un buon doppio salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato (63.00) e chiude con 301.70 punti, precedendo la giovane italocanadese Sarah Jodoin Di Maria (Marina Militare/MR Sport F.lli Marconi) con 280.35 e la romana Maia Biginelli (Fiamme Oro) terza con 256.65.

Fonte:FIN

E’ venuta fuori una bella gara e anche un discreto punteggio: superare i 300 è sempre bello – sottolinea la 31enne nata in Ungheria, ma giuliana d’adozione e da poco laureatasi in Comunicazione e pubblicità –  L’obiettivo della stagione è ovviamente fare bene ai Mondiali e conquistare il pass olimpico: sono molto motivata e convinta dei miei mezzi. Grazie a tutte le persone che lavorano con me, ora si chiude una porta, e si apre il portone dei sogni!“.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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