E’ cosa ormai risaputa che lo sport sia di grande aiuto per prevenire e affrontare meglio il tumore al seno. Ma ora gli occhi di tutti sono puntati su una disciplina che pare davvero essere una vera e propria terapia riabilitativa per le donne operate. È il canottaggio sul dragon boat, una particolare barca (di origine cinese) da 20, 30 posti con la testa e la coda di drago.

Oggi il Dragon Boat è uno sport che si pratica in tutto il mondo, con squadre sia maschili che femminili che gareggiano in competizioni nazionali e internazionali. Tuttavia è nel 1996 che, grazie al progetto “Abreast in a boat”, si inizia a parlare della rilevanza e degli effetti benefici per le donne operate di tumore al seno.

dragon boat e tumore

Il progetto fu sviluppato da un gruppo di medici guidati dal dr. Mc Kenzie (nella foto), specializzato in medicina sportiva e fisiologia dell’allenamento, presso il Centro di Medicina Sportiva dell’Università Britannica della Columbia.

Per provare la sua teoria il dr Mc Kenzie e il suo staff allenarono al Dragon Boat 24 donne che avevano subito un intervento chirurgico per tumore al seno. Le 24 donne 6 mesi dopo gareggiarono all’International Dragon Boat Festival di Vancouver e nessuna di loro ebbe problemi di linfedema.

A Firenze nel mese di luglio si sono date appuntamento più di quattromila persone guarite al tumore per partecipare al primo Dragon Boat italiano. Un popolo, rigorosamente in rosa, festoso e felice ha invaso le strade del centro storico per inaugurare la prima edizione italiana della regata contro il tumore al seno. Un successo davvero clamoroso.

 

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