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Universiadi / Ginnastica: Carlotta Ferlito è oro. Lara Mori si prende l’argento nella trave!

Fonte: Federazione italiana ginnastica

Sono le ragazze terribili della ginnastica artistica le protagoniste nelle quarta giornata di gare all’Universiade di Napoli. Carlotta Ferlito si prende l’oro nel corpo libero, mentre Lara Mori è argento nella trave.
Dopo lo storico bronzo a squadre di venerdì (con Martina Rizzelli a completare il trio), Ferlito e Mori si sono ripetute nell’individuale. I due argenti conquistati dalle ragazze della spada e dalla staffetta femminile 4×200 stile libero nel nuoto, assieme al bronzo di Silvia Scalia nei 100 dorso, portano a cinque medaglie il bottino azzurro di giornata, tutte di colore rosa.
“La trave – spiega Carlotta Ferlito – non l’ho fatta al meglio ma la ginnastica, e lo sport in generale, e’ anche questo: cadere ma sapersi rialzare. Sapevo di poter vincere e ho fatto del mio meglio. Il pubblico mi ha caricata all’inverosimile. Sono contenta di aver regalato l’oro qui all’Universiade di Napoli. Ci voleva proprio”.
Entusiasma alla trave Lara Mori che deve arrendersi solo alla giapponese Hitomi Hatakeda, medaglia d’oro. “Sono felicissima – ha detto la ginnasta a fine gara – per me questa medaglia vale molto perche’ la trave e’ sempre stato un attrezzo dove posso puntare ma si puo’ anche sbagliare. È stata un’esperienza davvero bella, e per il solo fatto che si svolgesse nel nostro Paese, valeva doppio. Tra le tante manifestazioni alle quali ho preso parte, Mondiali, Europei, World Cup e Giochi del Mediterraneo, gli riserverò sempre un posto speciale nel mio cuore. Il calore della gente è stato incredibile. Questa è stata la prima medaglia alla trave della mia carriera. Una dedica? Alle mie allenatrici, ovviamente: Stefania Bucci e le sue figlie, Sharon e Desy. Mi dispiace per il corpo libero, non mi sono trovata bene con la pedana. Era dura e io avevo un problemino alla gamba. C’ho messo un po’ a trovare il tempo giusto sulla seconda diagonale. Ci ha pensato comunque Carlotta a tenere alta la tradizione della scuola italiana in questa specialità”.