Scherma

Universiadi / Italia, un altro oro: questa volta esulta la squadra delle fiorettiste

Erica Cipressi

La quinta medaglia d’oro per l’Italia alle Universiadi di Napoli 2019 arriva, ancora una volta, dalla scherma. La squadra delle fiorettiste azzurre, in pedana con Erica Cipressa (reduce dall’oro individuale), Camilla Mancini (bronzo lo scorso venerdì) e Martina Sinigalia in finale ha battuto la Russia per 45 a 38.
Entusiasmo, applausi scroscianti e tricolori che sventolano sulle tribune, ancora una volta gremite al campus di Baronissi, alla 45esima stoccata azzurra nella sofferta e combattuta finale vinta contro la Russia.
L’Italia delle fiorettiste, con Erica Cipressa, Camilla Mancini e Martina Sinigalia, aveva debuttato nei quarti di finale superando 45-21 gli Usa, poi in semifinale il successo contro la Cina con lo stesso punteggio, infine la vittoria per 45-38 sulle russe che è valsa la medaglia d’oro.
E’ un sogno vincere due ori in questa Universiade, sono felicissima perché li ho voluti fortemente. Dedico questa bella doppietta a me stessa. Ora un po’ di meritate vacanze e poi mi concentrerò sulla prossima stagione“, commenta Erica Cipressa.
Così Martina Sinigalia: “Abbiamo avuto un piccolo calo in finale contro la Russia ma restando insieme, giocando di squadra, siamo riuscite a vincere“.
Quindi Camilla Mancini: “Un oro e un bronzo, archivio con il sorriso un’Universiade davvero soddisfacente“.
Erica Cipressa nei giorni scorsi al PalaUnisa di Baronissi, ha trionfato nel fioretto femminile individuale, una gara da favola per l’Italia che ha visto sul podio anche Camilla Mancini, medaglia di bronzo.

UNIVERSIADE NAPOLI2019 – FIORETTO FEMMINILE A SQUADRE – Baronissi, 8 luglio 2019

FInale
Italia – Russia 45-38
Finale 3/4 posto
Francia – Cina 41-38
Semifinale
Italia b. Cina 45-21
Russia – Francia 45-31
Quarti di finale
Italia b. Usa 45-21
Cina b. Giappone 43-39
Russia b. Corea 45-37
Francia b. Romania 45-26
Classifica (11): 1. Italia, 2. Russia, 3. Francia, 4. Cina.
Italia: Erica Cipressa, Camilla Mancini, Martina Sinigalia.

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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