Atletica

Universiadi / L’azzurra Osakue, ad un anno dall’aggressione, è oro nel lancio del disco!

Daisy Osakue

La prima medaglia dell’atletica leggera all’Universiade di Napoli arriva da Daisy Osakue nel lancio del disco. L’azzurra si prende questa soddisfazione ad un anno di distanza da quell’aggressione subita a Moncalieri. La ragazza infatti venne colpita ad un occhio da uovo lanciato da una macchina in corsa.
Daisy ora studia criminologia alla Angelo State University, in Texas, e ha conquistato l’oro con il primato personale di 61,69, allungando la gittata di 34 centimetri rispetto al 61,35 che aveva realizzato nella stagione del college USA. Quella di ieri sera sulla pedana del San Paolo è la settima misura italiana di ogni epoca: le prime sei appartengono alla primatista nazionale Agnese Maffeis, con il picco del record di 63,66 che risale al 1996.
La 23enne torinese delle Fiamme Gialle, allenata da Maria Marello, al quinto turno di lanci scalza dalla prima piazza la quotata tedesca Claudine Vita (61,52) e supera per la seconda volta la misura richiesta per i Mondiali di Doha del prossimo autunno. Terza la lituana Ieva Zarankaite (56,75), l’altra azzurra Giada Andreutti (Aeronautica) chiude undicesima (47,02), frenata da un fastidio all’inguine avvertito durante il riscaldamento.

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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