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Universiadi / Tiro a volo: Fiammetta Rossi argento nel Trap davanti al padre

Il podio della finale di Trap

Fiammetta Rossi, studentessa in Giurisprudenza portacolori delle Fiamme Oro, ha conquistato un meritatissimo argento nella finale del tiro a volo femminile delle Universiadi 2019. Sul campo infuocato del TAV Zaino di Durazzano, in provincia di Benevento,, la tiratrice di Foligno (PG) ha ottenuto un punteggio totale di con un totale di 35/50, classificandosi alle spalle dell’atleta di Taipei Wan-Yu LIU, che ha conquistato l’oro con 39/50. Terza in classifica la kazaka Sarsenkul Rysbekova con un totale di 26/40.
Dopo il doppio oro (individuale e a squadre) conquistato l’anno scorso ai Campionati del Mondo Universitari di Kuala Lumpur in Malesia, la medaglia d’argento di oggi conferma il buon livello di preparazione di Fiammetta Rossi. “È stata una gara impegnativa sia per l’alto livello tecnico delle altre atlete sia per il caldo, su un campo non facile. Voglio ringraziare il Direttore Tecnico Albano Pera, tutta la nostra delegazione, il mio gruppo sportivo delle Fiamme Oro e in particolare Pierluigi Pescosolido, tutti i miei sponsor– ci ha detto prima di finire travolta dall’affetto del pubblico che ha assistito alla gara – Domani con il Mixed cercheremo di migliorare e di puntare alla medaglia d’oro“.


Duplice soddisfazione per Luciano Rossi, qui nelle vesti di presidente della Federazione Italiana Tiro a Volo e di padre di Fiammetta, che ha premiato le atlete insieme a Ivana Ertlova, Referente del Comitato Tecnico FISU per il Tiro a Segno e il Tiro a Volo,  “Oltre che da padre e da presidente FITAV, sono davvero soddisfatto per la reintroduzione delle discipline del tiro alle Universiadi– ha commentato – Questo conferma la validità dell’operato mio, della Federazione che ho l’onore di rappresentare e della FISU affinché questa disciplina sportiva abbia il ruolo che merita, oggi e domani“.

 

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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