Nel 1998 agli US Open faceva il suo debutto Serena Williams, una ragazza di 16 anni con una pettinatura stravagante con perline rumorosissime. La ricorda così, in un’intervista rilasciata a wtatennis.com, Maks Mirnyi suo compagno nel doppio misto.

Lui uno specialista, lei un’esordiente senza paura. L’intesa tra i due scatta subito sul campo mentre quando qualcuno chiede loro cosa abbiano in comune la Williams risponde serenamente “Entrambi amiamo il reggae“. E nei momenti “liberi” in campo, i due parlano meno di tattica o strategia e soprattutto di musica, cibo e film. Non proprio i consueti argomenti.

Ma Mirnyi aveva subito intuito che la sua compagna aveva qualcosa di speciale: “Nonostante l’età Serena aveva già dimostrato il suo spirito da guerriera. Avevamo avuto qualche partita difficile e lei si era comportata come una giocatrice esperta. Sicuramente negli anni è maturata ma la sua fisicità era già un suo punto di forza all’epoca. La forza fisica ha, di certo, contribuito a fare avere quel servizio così potente, direi il migliore della storia del tennis femminile.

E “La bestia della Bielorussia” di talento se ne intendeva. Ma forse, neanche lui pensava che quella giovane tennista con quella strana acconciatura oggi avrebbe conteso a Margaret Court il record dei 24 titoli Major conquistati in carriera.

Per The Queen il successo nel doppio fu solo il primo di una lunga serie di vittorie nel campo “di casa” dell’ultimo Slam stagionale. L’anno successivo vinse infatti il tabellone singolare e, fino al 2002, fu il nome della famiglia Williams a trionfare. Il primo titolo del nuovo millennio fu di Venus, mentre nei due anni a seguire le finali furono tutto un affare di famiglia.

Ancora nel 2008, dieci anni dopo l’esordio, fu Serena Williams a trionfare così come mise in archivio la “tripletta” del 2012, 2013, 2014. Adesso, a vent’anni da quel titolo, la Williams torna in campo agli US Open – dopo l’assenza dello scorso anno – per provare a vincere il primo titolo da mamma.