Una notte da sogno per Naomi Osaka che scrive la storia – sua e del suo paese – e sconfigge in finale agli US Open Serena Williams, suo idolo fin da bambina.

Trovarsi di fronte The Queen, affamata di vittoria più che mai e con un record da conquistare, non è mai semplice ma la giovane giapponese, sfruttando anche l’eccessivo nervosismo della statunitense, non si lascia sopraffare dalla pressione e in due set – conclusi con il punteggio di 6-2, 6-4 – conquista il primo titolo della sua carriera in uno Slam.

Alla apparente tranquillità della giovane giapponese, classe 1997, risponde la Williams con un nervosismo fuori dal comune. Due match penalty chiamati dall’arbitro contro l’americana contribuiscono all’aumento della rabbia sua e del pubblico – da sempre favorevole a Serena, “padrona di casa”.

Racchetta spezzata e polemiche che non sembrano destinate a finire tanto in fretta per la Williams che però a fine match abbraccia la sua avversaria: “Vederla piangere e non sapere se fossero lacrime di gioia mi ha fatto stare male. Ha vinto il suo primo Grande Slam e volevo si sentisse come mi sono sentita io tanti anni fa. Non so, forse sarà stato il mio spirito da mamma a dirmi che la cosa giusta da fare fosse abbracciarla e abbracciarci“. La più piccola della Williams però non sembra intenzionata a volersi fermare: “Devo cercare di rimanere positiva e vedere le cose buone per continuare ad andare avanti. Ancora non so come mi sento, credo di dover ancora elaborare” le sue parole al termine della gara.

Umore opposto per la Osaka che pensa già al prossimo obiettivo: “Non voglio spingermi troppo avanti ma il mio prossimo torneo sarà quello di Tokyo e ovviamente spero di vincere quello“. Intanto si gode la vittoria contro un “mostro sacro” del panorama tennistico femminile: “Tutti sapevano che voleva vincere il 24° titolo della sua carriera ma quando sono entrata in campo ero una giocatrice di tennis, non una fan di Serena. Ma, alla fine, durante l’abbraccio sono tornata a sentirmi come una bambina“.

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