Calcio

Violenza sulle donne: é allarme. Scende in campo anche l’Associazione Italiana Calciatori

Sette milioni di donne sono vittime di violenza in Italia, 746 mila hanno subìto un tentativo di stupro, una donna su tre vittima di un abuso. E’ l’allarme lanciato durante la presentazione del progetto ”Facciamo gli uomini. Questo è l’unico narciso che conosco”, ideato dall’Associazione Italiana Calciatori con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità per la prevenzione e contrasto violenza sulle donne e il patrocinio della Lega A, Lega B, Lega Pro e Lega Dilettanti.
Vogliamo dare visibilità a una problematica che ha bisogno di tutto, soprattutto di ascolto. E i calciatori sono pronti a dare la loro immagine e visibilità a questo tipo di messaggio. Fare gli uomini è anche mettersi in discussione. L’AIC farà di tutto perché questa voce risuoni. Noi italiani dobbiamo tornare ad educare il nostro cuore”, ha dichiarato Damiano Tommasi, presidente AIC.
Madrina di #facciamogliuomini è Elena Sofia Ricci, fortemente voluta da AIC dopo le sue dichiarazioni di gennaio in merito a una violenza subita da bambina: “Facciamo gli uomini… io direi ‘facciamo le persone’, non mi piacciono i discorsi sessisti uomini/donne, qua sono le persone che devono crescere, devono maturare, devono imparare ad amarsi e rispettarsi” ha commentato.
Il progetto durerà 18 mesi e comprenderà una serie di eventi, dentro e fuori dal campo di gioco, che verranno annunciati nei prossimi mesi. Simbolo di #FacciamogliUomini è il Narciso, un fiore stupendo dal significato potente e molteplice.
Alla presentazione del progetto sono intervenuti Damiano Tommasi, Presidente AIC; Lara Comi, in veste di Capitano della Nazionale Parlamentari; Emanuela Origlia, avvocata e segretaria generale dell’Associazione “Giuriste in Genere”; Cristiana Capotondi, vice presidente della Lega Pro e protagonista di “Io Ci Sono”, il film tratto dalla storia di Lucia Annibali; Manuela Ronchi e Demetrio Albertini, Ceo di DEMA4, che collabora con AIC alla diffusione e alla comunicazione del progetto.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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