Gente che va e gente che viene. Il Vittorio Veneto ha ufficializzato l’arrivo della centrocampista, classe ’90, Valentina Foltran che aiuterà le venete nel prossimo campionato di serie B. Sabato invece l’addio ad un pezzo di storia col terzino Roberta Piai che, dopo vent’anni di onorata carriera, totalmente rossoblu, ha deciso di appendere le scarpette al chiodo.

Di seguito pubblichiamo la lettera di Roberta Piai apparsa sul sito del Vittorio Veneto

roberta-piai“Ovviamente dopo che Zanetti ha fatto la festa di addio al calcio, ho pensato: e io chi sono per non farla? Non è facile descrivere e riassumere vent’anni di carriera in una serata, in una lettera. Non ci sono mai abbastanza parole per esprimere un sentito grazie, che per quanto sia il termine più appropriato, risuona riduttivo come epilogo di questa “prima vita”! Nel 1996 quando ho iniziato a giocare con il Vittorio, mai avrei pensato di giungere a questo traguardo, di effettuare questo piacevole, lungo ed entusiasmante percorso. Tutto per me è iniziato quando il Vittorio è stato promosso in serie B, c’era la necessità di avere una primavera… un mucchio di ragazzine che giocavano in serie D da poter crescere per poi passare a loro volta in prima squadra. Ecco, senza avere alba di cosa fosse un pallone…così è iniziata la passione. Andare agli allenamenti, trovarsi con un gruppo di amiche, appartenere ad una squadra! Certo, non sei la calciatrice che ha il pallone nel DNA, a tredici anni quando i genitori ti guardano gasati e ti chiamano “faldin” sorridi perché vedi che loro te lo dicono con entusiasmo e tu sei convinta di essere una giocatrice fortissima 😀 poi con gli anni capisci cosa volevano dire ahahah ma continui a giocare PERCHE’ A TE PIACE e impari a fare quei semplici passaggi che bastano per far uscire la difesa con la palla al piede. D’altronde “terzino” è da sempre stato sinonimo di “faldin” oppure “spacca cadice” o “spazza tutto”… non si può cavare sangue dai muri! Ma giocando impari che la tecnica non è l’unica cosa che serve nel calcio, noooo, il calcio è molto di più! E’ forse per quello che a calcio ci possono giocare in molti, perché ci sono una montagna di caratteristiche complementari che vanno racchiuse in una Squadra: Se hai un buono scatto puoi fulminare la difesa avversaria, se hai il gioco d’anticipo puoi eliminare gli attaccanti più forti, se hai freddezza sotto porta farai dei gol impossibili ai più, se hai resistenza percorrerai la fascia decine di volte per creare spazi alle compagne, se hai fisico vincerai tutti i contrasti, se sei costante negli allenamenti il mister saprà premiarti, se hai visione di gioco inventerai l’assist per tutti i goal della tua squadra, se hai tecnica tutti i portieri temeranno una tua punizione. Questo è quello che mi ha insegnato il calcio in tutti questi anni, è che nessun giocatore può possedere tutte le caratteristiche che dovrebbe avere un calciatore, ma quando hai capito qual’è la qualità che ti contraddistingue come giocatrice, allenati, credici, esaltala, e fai sì che non esista un “faldin” migliore di te!

Mi vengono i brividi se penso a tutti i riconoscimenti ricevuti, le vittorie, le coppe, le promozioni vissute in questi anni ma questi sono solo i premi di una lunga carriera, quando giochi sono innumerevoli le emozioni che ti vengono regalate: la partenza per un ritiro, il ritrovo all’alba per le trasferte, il poter visitare l’Italia durante il campionato, fare le 6 di mattina dopo una vittoria, pareggiare una dannatissima finale di campionato, festeggiare con le avversarie, sudare in allenamento con 5 gradi di temperatura… sarà che quando fai una cosa con passione tendi a dimenticare i sacrifici fatti… sì perché se il risultato è questo… io, delle piramidi, navette, dei cronometri, test del bip-bip, cooper e fartlek non ricordo più nulla.

A onor del vero comunque questi anni non sono sempre stati facili per vari motivi, scuola, università, lavoro, cambi di mister, cambi di compagne, più di una volta ho avuto la tentazione di smettere, ma quando appartieni ad una Società quale è il Vittorio Veneto e ti ritrovi a dover prendere delle decisioni, capisci che non lo puoi fare da sola perché hai sempre il sostegno di qualcuno. Se non è il ds sarà un mister o uno staff medico o le tue compagne o l’attaccamento alla maglia e così via… In una grande famiglia c’è sempre chi ascolta qualsiasi cosa tu abbia da dire. Basta non avere paura di dirla.

Ringrazio tutte le persone che hanno voluto condividere la serata di sabato scorso con me e un ringraziamento particolare, doveroso, dopo questi vent’anni, lo devo alla famiglia Fattorel che mi ha permesso di realizzare questo sogno, si perché non è stato facile soprattutto dopo l’intervento al ginocchio credere che fosse ancora tutto così realizzabile e invece eccomi qui: oggi 9 luglio 2016 a dare il mio addio al calcio vantando anche un campionato di serie A.

Grazie per la fiducia dimostratami in tutti questi anni, orgogliosa di aver portato in giro per l’Italia la maglia del Vittorio Veneto e di far parte di questa Società. Grazie Baffo”.

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