Ciclismo

Women’s Tour Down Under: Letizia Paternoster subito in testa

Women's Tour Down Under 2019, prima tappa

Si apre nel segno di Letizia Paternoster (Trek-Segafredo) il Women’s Tour Down Under 2019, è sua la prima tappa che inaugura la manifestazione australiana e la stagione su strada 2019 davanti a Sarah Roy (Mitchelton-Scott) e Arlenis Sierra (Astana Women’s Team). Debutto da sogno per la stellina azzurra, che dopo lo spavento per la caduta in Coppa del mondo a Berlino lo scorso mese ha piazzato una stoccata che dimostra una volta di più i grandi mezzi a disposizione della giovane trentina.

Al via 15 squadre, tra le quali spiccano senza dubbio i nomi di Mitchelton-Scott della vincitrice uscente Amanda Spratt, CCC-Liv, Alé-Cipollini, Astana Women’s Team, Tibco-SVB, Rally UHC, BePink e la nuovissima ma già ben strutturata Trek-Segafredo. La prima tappa di questo Women’s Tour Down Under 2019, da Hahndorf a Birdwood per un totale di 112,9 km, presenta un tracciato mosso, ricco di brevi strappi, ma decisamente favorevole alle ruote veloci, ingolosite dal traguardo volante di Gumeracha ma al tempo stesso guardinghe visti i tre GPM di 3ª categoria disseminati sul percorso nonché leggermente intimorite di conoscere le prime risposte delle gambe in corsa dopo tanto tempo d’inattività.

Women's Tour Down Under 2019, prima tappa
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Il canovaccio è stato ben più semplice di quanto immaginabile: il gruppo non ha dovuto nemmeno curarsi di fughe ed attacchi da lontano e ha tenuto una condotta regolare fino agli ultimi chilometri, nei quali la Trek-Segafredo s’è dimostrata la formazione meglio organizzata nonostante un vagone del treno, Lotta Lepistö, alle prese con l’influenza, non sia riuscita a dare il suo contributo. Lanciata ai 250 metri, la Paternoster ha dimostrato di essere quella più in forma oggi e ha conquistato un successo che le regala anche la maglia di capoclassifica. Domani la seconda frazione con arrivo a Mengler Hill.

Women’s Tour Down Under 2019, la top 10 della prima tappa

1ª) Letizia Paternoster (Trek-Segafredo) 3h10’28”
2ª) Sarah Roy (Mitchelton-Scott) s.t.
3ª) Arlenis Sierra (Astana Women’s Team) s.t.
4ª) Alison Jackson (Team Tibco-Silicon Valley Bank) s.t.
5ª) Rachele Barbieri (BePink) s.t.
6ª) Ashleigh Moolman-Pasio (CCC-Liv) s.t.
7ª) Matila Raynolds (Specialized Women’s Racing) s.t.
8ª) Rebecca Wiasak (Team UniSA-Australia) s.t.
9ª) Niamh Fisher-Black (Vantage New Zealand National Team) s.t.
10ª) Chloe Hosking (Alé-Cipollini) s.t.

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Stefano Nouvion

Stefano Nouvion

Dopo esserci occupati dell'analisi antropologica di alcune categorie di esseri umani tra cui i gli influencer, gli odiatori seriali sul web e le gnocche che guadagnano soldi su Instagram, oggi faremo una breve ed interessante analisi su un altro archetipo antropologico: il sottoscritto.
Il sottoscritto è un essere nato nel Nord Ovest italico, più precisamente nella striscia di terra chiamata Liguria, ancor più precisamente in quel di Genova, il 13 luglio 1994. Di solito quando si trova in territori al di fuori da queste zone, in particolare in qualsiasi posto a nord dei Giovi, soffre di saudade in forma grave.
Ottenuto il diploma di maturità (mica tanto) scientifica (ancor meno, mi sveglio ancora la notte con la paura dei compiti di trigonometria) nel 2013, il 3 maggio 2019 è riuscito a lasciare quel girone dantesco che è l'università e soprattutto il dipartimento di giurisprudenza.
Sono così malato di ciclismo che, non pago d'averlo praticato a livello giovanile, lancio la volata ogni volta che mi trovo davanti ad un monumento importante. Una volta ho pure provato a fare colpo su una ragazza con un romanticissimo: "Appena ti ho vista ho sentito le farfalle allo stomaco come nella tappa del pavé di Nibali al Tour 2014".

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