“Chiedo scusa alle – tante? poche? – ragazze che sognano di allenare nel calcio professionistico maschile se durante la Domenica sportiva – presente in studio Patrizia Panico, temporaneamente promossa alla guida della Nazionale Under 16 – ho espresso fin troppo sinteticamente un’opinione che non hanno gradito (eufemismo), questa: penso di conoscere bene il calcio maschile, mi dà da vivere da 37 anni, e mi sono sempre interessato al femminile (Morace, Serra, Cabrini), in sostanza trovo che quello del tecnico dei pro sia un ruolo non adatto a una donna”. Scrive così dal suo blog, il giornalista della Rai, Ivan Zazzaroni, dopo aver espresso un parere negativo sulle donne come allenatrici di una squadra maschile.

“Mi scuso, lo ripeto, e sono pronto a cambiare idea: la parità di genere è una conquista di tutti, grazie a Dio, e per la proprietà transitiva se un maschio può allenare le femmine, una femmina potrebbe e dovrebbe allenare i maschi. Con quali risultati non possiamo certamente saperlo oggi – al di là di alcune discutibili operazioni di marketing, in Francia e negli Stati Uniti ci sono squadre maschili dotate di assistenti donne: non siamo ancora alla responsabile unica ma un giorno ci arriveremo”.

E ancora: “Darmi del sessista – come è stato fatto in queste ore – è però una cazzata: ho molta più stima e rispetto delle donne che non degli uomini, ma visto che parliamo di aperture e chiusure non solo mentali qualcuna/o dovrebbe fare esercizio di tolleranza prima di contrattaccare a testa bassa: la parità dei sessi si esalta anche attraverso le differenze, le diversità (anche di opinione)”.

Come vi avevamo raccontato già ieri, le frasi del giornalista avevano destato non poche polemiche, tanto che l’associazione nazionale Atlete Assist aveva chiesto alla Presidente Rai, Monica Maggioni, di intervenire prendendo provvedimenti nei confronti del giornalista. “Frasi fuori dal tempo che danneggiano fortemente non solo tutto il movimento calcistico femminile, ma soprattutto ledono la dignità delle donne – ha spiegato la presidente di Assist, Luisa Rizzitelli non capiamo per quale ragione una donna non possa fare un mestiere come un altro, solo perché donna. E, soprattutto, ci chiediamo come sia possibile che in trasmissioni con un seguito così importante si debbano ancora sentire opinioni così retrograde, senza alcun fondamento tecnico e figlie di una cultura evidentemente dura a morire. Ecco perché l’intervento di sensibilizzazione della Presidente è necessario e doveroso”.

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