Oggi vi voglio parlare della mia impresa: la mia ultramaratona di 101 km in solitaria ed in autogestione nel mio Molise.

Per molti una pazzia, un viaggio lungo 11 ore e 34 minuti, ancora più folle se portato a termine in totale solitudine, al di fuori di qualsiasi gara, competizione, senza avversari, senza un pettorale, senza tutto ciò che può rendere particolarmente avvincente questa distanza… tu contro te stesso ed i tuoi limiti, tu e 101 km davanti te, niente altro. Un mattoncino in più nella mia preparazione verso le prossime gare ultra, un’avventura estrema, dura ma sicuramente bellissima e non sarà solo un ricordo ma un’esperienza da cui ho imparato tanto! Una distanza che però non mi è nuova. Lo scorso anno, dopo l’annullamento della 100km del Passatore, ho affrontato per la prima volta da sola la stessa distanza (100km per l’esattezza) con le stesse modalità. 

Quest’anno è stata “un’edizione speciale” per me perché ho corso con un pettorale importante ossia con il pettorale numero 23 della “Corsa per la Memoria” (gara di beneficenza di 5km di cui ne ho supportato la causa correndone 101).

Cosa vuol dire correre 101km? Come avviene la preparazione ? Come si preparano gambe e testa a tale impresa? 

Quello che vi andrò a raccontare è il mio percorso, la mia preparazione, totalmente libera e al di fuori dagli schemi, senza coach o tabelle (se non le mie personali) pertanto i miei non vogliono essere dei consigli (in quanto non qualificata come esperta o  professionista del settore) ma un racconto del mio periodo pre- 101km, con un metodo  studiato ad hoc da me e per me.  

ALLENAMENTI

La mia preparazione per i 101 km parte da molto lontano, corro lunghe distanze da 3 anni e nonostante il periodo pandemico che abbiamo vissuto (e stiamo vivendo) e il lungo stop di tutte le gare, mi sono sempre allenata per le lunghissime distanze che tanto amo, sempre con pazienza e costanza. Mi alleno sempre come se dovessi gareggiare e non mi risparmio mai in termini di km e tempo, traduco il mio bisogno mentale e fisico di correre in ore ed ore di corsa, favorite anche da una mia predisposizione a recuperare molto velocemente tra un allenamento lungo e un altro. 

Per questa mia impresa in solitaria, mi sono allenata come se stessi affrontando una competizione a tutti gli effetti. 

Ho allenato la quantità macinando tanti km, correndo 3 o 4  lunghi a settimana tra i 35 e 45 km sempre e solo collinari (la morfologia del territorio in cui vivo non comprende alcun tratto pianeggiante) e ho allenato la qualità, aggiungendo allenamenti medio-lunghi veloci e tanti allenamenti in salita. 

Ho alternato il riposo totale a quello attivo, aggiungendo nei rest-day dalla corsa, circuiti di allenamento core e potenziamento, concentrandomi in particolare sulla parte superiore del tronco, di circa 30/45 minuti. Questi ultimi non possono davvero mancare nella routine di qualsiasi runner in quanto migliorano la postura e rendono maggiormente efficiente la corsa. 

Una ventina di giorni prima della mia ultramaratona ho limato al meglio la preparazione correndo il massimo numero di km settimanali, aggiungendo anche un lungo di 50km e tanto dislivello almeno in un’uscita a settimana, prima di diminuire progressivamente il carico di km in vista della fatidica 101km! 

La settimana di scarico è per me la piu’ importante perché sei consapevole che quello che è fatto è fatto…se hai dato tutto, otterrai tanto!

ALIMENTAZIONE

Curo la mia alimentazione 365 giorni l’anno, ritengo sia determinante nello sport, in gara come in allenamento. Un’alimentazione studiata secondo le proprie esigenze e bilanciata, insieme ad un’altrettanto corretta idratazione, può fare veramente la differenza in termini di performance e di massimo rendimento, è per questo che considero il cibo come un carburante! Qualità e quantità vanno curate in allenamento come anche nell’alimentazione. 

In vista della 101 km non ho stravolto o modificato particolarmente la mia dieta che è piuttosto semplice: pochissimi grassi e cibi ricchi di proteine e con il giusto apporto di carboidrati. Carboidrati che ho aumentato nelle fasi piu’ impegnative della mia preparazione come anche nei giorni precedenti ai 101km, assumendoli principalmente dal riso che ha accompagnato ogni mio pranzo e cena.

La mattina, qualche ora della mia lunga impresa, ho preferito cibi di semplice assimilazione:  caffè, 3 fette biscottate con marmellata e un cucchiaino di miele, che è anche la mia colazione di sempre prima di una corsa, ovvero prima di un consumo energetico importante. 

IL PERCORSO

101 km interamente collinari con 1188m di dislivello, un percorso nervoso, un continuo di salite e discese, senza sosta ma i tanti paesaggi incontrati hanno minimizzato ogni fatica, sono stati i 101 km che ho tanto immaginato, non li ho mai immaginati come facili ma esattamente così come sono stati!

Per quanto si possa pianificare una distanza simile, anche nei minimi dettagli, l’emozione di correre 101km può lasciare posto a qualche piccolo errore, qualche sbaglio e dimenticanza.

101 km è un viaggio solo da vivere, l’importante è non improvvisare nulla, sperimentare tutto in allenamento e tra sudore e fatica… divertirsi tanto !!

RISTORI

Non essendo una vera e propria gara ma un’avventura in solitaria, l’assenza dei ristori lungo il percorso è stata la vera sfida di questa impresa. Il percorso di 101km prevedeva un ristoro principale sotto casa, dove avrei fatto una sosta al 60 km prima di ripartire per raggiungere altre località. Tutto ciò di cui avrei avuto bisogno durante il percorso era sistemato interamente nel mio zainetto da trail da 5L (gel di sola frutta, sali minerali da sciogliere, barretta energetica ed uvetta), insieme ad una borraccia da 500ml. 

Nonostante io faccia molto sforzo a mangiare durante la corsa, per i primi 50km sono riuscita ad alimentarmi poco e costantemente quasi ogni ora e a fermarmi al ristoro principale a casa mangiando qualche fetta di bresaola, 1 fetta biscottata e coca cola che bevo solo quando corro lunghissime distanze. 

I restanti 40km, i piu’ duri, sono stati i più difficili anche sotto il punto di vista dell’integrazione, il mio stomaco rifiutava qualsiasi cibo solido ed è per questo che ho preferito alimentarmi con gel di sola frutta, assumendo zuccheri in piccole quantità, insieme ad un’idratazione più frequente

Alla prossima “LA MIA AVVENTURA DI 101 KM DI CORSA- PARTE 2” , per raccontarvi del giorno della mia impresa.