Il coronavirus continua a propagarsi in tutto il mondo e a questo punto le possibilità che le Olimpiadi di Tokyo 2020 vengano annullate crescono sempre di più.
Un rischio reale perché, alle cifre mondiali dei contagi sempre in ascesa, col passare delle settimane non c’è più tempo per organizzare le gare e i tornei di qualificazioneall’evento a cinque cerchi. Alcuni eventi in Africa, continente non ancora pesantemente colpito dal covid-19, vengono disputati ma sono sempre più rari.
Con l’Italia ormai isolata dal resto del mondo a livello di collegamenti aerei, con molte compagnie aeree che stanno fortemente riducendo l’operativo su scala internazionale, e con gli Stati Uniti d’America che, stando al presidente Trump, da domani interromperà i voli da e per l’Europa per un mese, diventa difficile poter riorganizzare gli eventi che in queste sono stati annullati.
Ieri c’è stata la cerimonia dell’accensione della fiaccola delle Olimpiadi di Tokyo 2020 si è svolta a porte chiuse. In un panorama di solenne silenzio, tra le antichità del Tempio di Hera dell’antica Olimpia, un piccolo gruppo di persone si è riunito per un rituale secolare. Un simbolo di pace e di fratellanza tra le nazioni; e una connessione potente tra l’antico e il moderno, tra i Giochi odierni e le loro (classiche) origini.
La tiratrice a segno greca Anna Korakaki, vincitrice della medaglia d’oro olimpica di Rio 2016, è stata la prima a trasportare la torcia; che ha poi passato all’infaticabile maratoneta giapponese Noguchi Mizuki, vincitrice della gara di maratona femminile ai Giochi Olimpici di Atene 2004.
La fiamma è accesa. Come quella della speranza che questo incubo finisca il prima possibile.

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