Le calciatrici della nazionale di calcio femminile dell’Afghanistan, con i propri familiari, ha trovato rifugio in Pakistan. La spedizione, composta complessivamente da 115 persone tra le giocatrici e le loro famiglie, è giunta ieri sera al confine di Torkham, dove è stata accolta da un funzionario della Federcalcio pakistana.

Dice la mamma di una giocatrice: “Mia figlia vuole studiare e vuole giocare a calcio. E i talebani non permettono alle ragazze di fare sport“.
Le atlete rimarranno in Pakistan un mese grazie a un visto umanitario, poi si trasferiranno in un altro Paese.

La storia delle calciatrici

La maggior parte della nazionale femminile dell’Afghanistan era già riuscita a fuggire nell’ultima settimana di Agosto dopo un accordo con il governo australiano. La squadra giovanile, invece, non avendo regolari documenti e passaporti, non aveva ancora lasciato il territorio afghano. Da allora si erano nascoste per sfuggire ai taleban. L’iniziativa di portare le 32 calciatrici, comprese le loro famiglie in Pakistan è stata avviata dalla Ong Football for Peace che ha sede in Gran Bretagna, in collaborazione con il governo e la Federazione calcistica pakistana di Ashfaq Hussain Shah, che non è ancora riconosciuta dalla Fifa.
I talebani vietano alle donne di fare sport. La maggior parte dei membri della nazionale femminile maggiore, costituita nel 2007, è stata evacuata in Australia. Alcune calciatrici di Herat sono in Italia.