Renato Longega si appresta a guidare l’AGSM Verona per la tredicesima stagione sportiva, una rarità nel mondo del calcio moderno, e non solo in quello femminile. In questi anni con il club veronese ha conquistato quattro scudetti (dei cinque complessivamente in bacheca), tre Coppe Italia ed altrettante Supercoppe, approdando ad una storica semifinale in Champions League che rimane tuttora il momento più alto raggiunto da un club italiano in Europa.
Troviamo mister Longega presso la sede dello Stadio di via Sogare intento a pianificare la nuova stagione. In passato veniva definito ” Il Ferguson del Garda” per sottolineare le affinità in termini di longevità e ampiezza nell’interpretazione del ruolo con il mitico Sir Alex Ferguson, tecnico del Manchester United dal 1986 al 2013.

Mister, 13 anni alla conduzione tecnica di una squadra sono tanti, soprattutto perché rappresenta per il Verona qualcosa di più e di diverso da un semplice allenatore…
Effettivamente sono molti, soprattutto per il calcio femminile dove gli allenatori solitamente non durano molto alla guida di una singola squadra. Sono stati anni intensi che mi hanno dato molte soddisfazioni in termini di risultati e che mi hanno permesso di crescere molto sotto l’aspetto professionale. Credo che questa società abbia fatto una parte importante nella storia del calcio femminile italiano. Vorrei ringraziare tutte le persone e le atlete che hanno collaborato con me in questi anni”.

Come è cambiato il calcio femminile in questi 13 anni?
“Il calcio femminile in generale è cresciuto moltissimo, il problema è che mentre all’estero ha fatto passi da gigante, in Italia non si è riusciti a mantenere il ritmo delle altre nazioni. Ci vorrebbe un maggior impegno da parte di tutti gli addetti ai lavori, in primis da parte della nostra Federazione che, al di là dei proclami, dovrebbe dedicare maggiori investimenti anche in termini di visibilità in modo da poter rendere il prodotto calcio femminile appetibile per gli investitori. Se così fosse anche i club storici del nostro calcio femminile potrebbero crescere attirando nuovi sponsor, e nel contempo i club professionistici sarebbero invogliati ad entrare nel nostro mondo perché vedrebbero un prodotto valido, e non un investimento a fondo perduto”.

Adesso in Italia sembra quasi di essere all’anno zero, con l’ingresso di alcuni grandi club maschili come la Juventus che rischiano di mutare rapidamente la geografia del nostro movimento. Come vede questo momento?
“Credo che quello attuale sia un momento di grande confusione. Molte atlete sono abbagliate da questi club importanti però sostanzialmente non sta cambiando nulla. Mentre in passato i campionati se li giocavano Verona, Torres, Tavagnacco, e via discorrendo, ora se lo giocheranno irrimediabilmente Fiorentina e Juventus che, come avveniva prima per le sopra elencate società, rastrelleranno le giocatrici più blasonate.
Vorrei ricordare però che, al contrario di quanto viene scritto spesso in siti o blog che si occupano di calcio femminile, le giocatrici mantengono tutte lo status dilettantistico ed in quanto a normative e diritti delle stesse atlete purtroppo nulla è cambiato.
Per noi come per le altre realtà storiche è indubbiamente l’anno zero. Bisognerà lavorare sui settori giovanili, fare scouting nei campionati inferiori e all’estero”.

In una recente intervista lei non ha usato giri di parole nel criticare l’attuale situazione della nostra Nazionale…
“Confermo quanto ho detto, cioè che tutte le scelte devono essere fatte per meriti e non per raccomandazioni, ma trovo gravemente scorretto parlare di sostituti ancora prima che la Nazionale partisse per l’Europeo. La nostra Nazionale contro la Germania credo abbia dimostrato il suo reale potenziale. Ce la possiamo giocare con chiunque soprattutto quando in campo si scende con la migliore formazione e con la giusta mentalità. L’importante è smetterla di piangersi addosso sminuendo ancora di più il nostro movimento e il valore delle nostre atlete che non è inferiore a quello di molte altre nazionali”.

Relativamente alle polemiche sorte per l’assegnazione della Panchina d’Oro, lei che una l’ha vinta in passato cosa ne pensa?
“Premesso che Sauro Fattori ha ampiamente meritato l’assegnazione per quanto la sua squadra ha fatto nell’annata calcistica, lo ritengo un fortunato. Mi spiego: personalmente ho avuto la fortuna di ottenere tre doblete e un triplete, oltre ad una semifinale di Champions e mi sono sempre trovato al terzo posto… – afferma sorridendo il mister gialloblù che prosegue – Ritengo che una buona parte di merito per la grande stagione della Fiorentina debba andare anche ad Antonio Cincotta ma nell’organigramma c’è un allenatore ed un vice, ed è all’allenatore che vanno i riconoscimenti, anche se entrambi sono pariteticamente meritevoli”.

Veniamo al Verona, state lavorando a fari spenti…
“E’ vero, ad oggi abbiamo ufficializzato unicamente alcune giovani molto promettenti già nell’orbita delle nazionali giovanili, ma abbiamo molte trattative importanti in fase di definizione, altre invece sono già praticamente portate a termine anche se non sono state ancora ufficializzate”.

Ci può fare qualche nome?
“Alcune sono impegnate nell’Europeo con le rispettive nazionali e non appena concluderanno la manifestazione potremo rendere ufficiali i nuovi arrivi. Si tratta comunque di atlete di prim’ordine”.

Si vocifera anche di alcune novità societarie, ci può dare qualche conferma?
“Tra qualche giorno verranno comunicate in una conferenza stampa novità importanti. Un gruppo di noti imprenditori veronesi ci affiancherà nel percorso di crescita permettendoci di fare un salto di qualità rimanendo saldamente nel calcio femminile che conta”.

Cosa si augura nell’immediato futuro del Verona?
“Mi auguro e sono certo che, in un calcio che sta cambiando a ritmi vertiginosi, il nostro club saprà cogliere gli aspetti positivi del momento, rimanendo protagonista del calcio femminile italiano che ci vede giocare un ruolo importante da oltre un ventennio”.