“Mondo Accademico e Calcio Femminile” è la rubrica di Sport Donna che si pone l’obiettivo farvi conoscere le tesi di laurea o le tesine per la maturità che trattano del calcio in rosa e dare spazio a chi ha portato sui banchi di scuola e nelle aule universitarie questo tema.

Ciao e grazie per la collaborazione al progetto “Mondo Accademico e Calcio Femminile”. Presentati brevemente…
Ciao grazie a te per la bella opportunità proposta. Mi chiamo Ambra Manzoni, ho 25 anni, mi sono laureata a luglio in scienze motorie all’università Cattolica di Milano, gioco nell’Atalanta femminile nel ruolo di portiere e svolgo diverse attività nell’ambito sportivo.

Che cos’è per te il Calcio?
Il calcio è una passione che nasce fin da piccola quando vedevo mio fratello giocare; un po’ per emulazione, un po’ per passione personale sono riuscita all’età di 6 anni a praticarlo anche io e da lì non ho più smesso.

ambra manzoniDati di contesto
Università: Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Facoltà e Corso di Laurea: Scienze motorie
Titolo tesi: “Calcio femminile: Prevenzione infortuni e strategie di rieducazione a secco e in acqua”

Quali sono i temi che hai affrontato nel tuo lavoro di tesi?
Nella mia tesi ho analizzato l’ambiente del calcio femminile circostante proponendo un questionario per valutare quali sono gli infortuni più frequenti e come mai. Ne è uscito che gli infortuni più frequenti sono a caviglia e ginocchio e che, secondo le atlete, questi avvengano perché c’è poca prevenzione, poco allenamento e poco personale competente.

Ho proposto quindi esercizi di prevenzione primaria e secondaria che potessero essere svolti sia sul campo che in acqua, ambiente ancora poco conosciuto ma che può contribuire positivamente nell’ambito del calcio. Dopodiché ho proposto esercizi di rieducazione post infortunio concentrandomi sugli infortuni più frequenti (caviglia e ginocchio) sempre proponendo esercizi su campo e nell’ambiente acquatico.

Hai dei consigli da dare a un laureando/a che desidera svolgere una tesi sul calcio femminile?
Per chi volesse scrivere una tesi sul calcio femminile consiglio innanzitutto di documentarsi con le realtà che lo circondano e di sviluppare una tesi che possa ispirare chi già conosce questo ambiente e che possa invogliare chi ancora non lo conosce.

Hai avuto l’opportunità di presentare il tuo lavoro di tesi dopo la laurea?ambra manzoni
No, purtroppo non ho avuto occasione di presentare la mia tesi ma spero di poterlo fare prossimamente per far conoscere a più persone possibili il mondo del calcio femminile e le informazioni per lavorare al meglio in esso.

Hai trovato con facilità un impiego dopo la laurea? In che ambito?
Per ora mantengo il mio lavoro da istruttrice di nuoto ai bambini e ho ripreso le mie attività in ambito sportivo/educativo. Per quanto riguarda nuovi impieghi ho ricevuto diverse proposte per allenare bambini nel calcio maschile e ho deciso di intraprendere quest’esperienze con una squadra di esordienti. 

Stralcio significativo della tesi
CAPITOLO 4 – PREVENZIONE

1.Definizione e tipologia

La prevenzione è l’insieme di tutti quei meccanismi finalizzati a ridurre il rischio, cioè la possibilità che si verifichino infortuni.
La prevenzione si divide in due tipologie: prevenzione primaria e prevenzione secondaria. 

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria vede la sua collocazione ottimale in un lavoro rivolto al gruppo in toto, attuabile preferibilmente all’inizio della seduta di allenamento, a complemento o in sostituzione del normale warm-up.

È molto meglio focalizzare la strategia preventiva primaria là dove si può pensare di poter incidere efficacemente. I focus point su cui incentrare questo tipo di lavoro sono sostanzialmente tre:

  1. Prevenzione delle lesioni muscolari indirette (hamstring, muscolo retto del femore, muscoli adduttori, muscoli gastrocnemio-soleo), attuabile inserendo esercitazioni di tipo eccentrico specificatamente rivolte ai gruppi muscolari in questione
  2. Prevenzione delle distorsioni a livello delle articolazioni del ginocchio e della caviglia, attuabile attraverso l’inserimento di esercizi e circuiti propriocettivi, soprattutto se sottoposti sotto forma dinamica.
  3. Prevenzione del groin pain (pubalgia); bisogna focalizzarsi su 3 patologie principali: la tendinopatia adduttoria, la tendinopatia del muscolo retto addominale la tendinopatia retto-adduttoria.

Prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria è rivolta, invece, ad evitare il verificarsi di re-injuries e quindi è chiaro che riguarda un piano di lavoro rivolto ad una problematica muscolare o articolare specifica che necessita di un percorso preventivo per la singola persona.

Questa tipologia di lavoro deve essere necessariamente svolta singolarmente, o con gruppi ristretti di persone e al di fuori dei normali orari di allenamento. 

2.Programmi di prevenzione

Uno dei primi studi nell’ambito della prevenzione (Ekstarnd e coll. 1983) verifica e conferma l’efficacia di un programma di prevenzione basato su:

  • Correzione dell’allenamento;
  • Adozione di un equipaggiamento ottimale;
  • Adozione di taping preventivo per l’articolazione;
  • Programmi di riabilitazione controllati;
  • Aumento d’informazione sugli infortuni e sulla condotta di gioco;
  • Supervisione di tale programma da parte di specialisti.

Per quanto riguarda le lesioni dell’LCA furono effettuati diversi studi: il primo prendeva in considerazione 300 giocatrici donne, tra i 14 e i 18 anni, che grazie ad un programma di prevenzione, della durata di 7 settimane prima dell’inizio della stagione sportiva, dimostrarono una diminuzione delle lesioni a carico dell’LCA (Heidt e coll. 2000); un altro studio, invece, ha dimostrato come un programma di training propriocettivo effettuato su balance board diminuisse l’incidenza di lesioni all’LCA. (Caraffa e coll. 1996)

Recentemente uno studio, su 1041 giocatrici di 53 squadre diverse, ha dimostrato l’efficacia di un programma basato su educazione al movimento, stretching, rinforzo, esercizi pliometrici ed esercizi di agilità sport-specifici nel diminuire l’incidenza di eventi traumatici a livello dell’LCA. Tale programma sostituiva il classico warm-up e lo studio fu protratto per 2 stagioni consecutive dimostrando il diminuire degli infortuni legati all’LCA. (Mandelbaum e coll. 2005)

Francesca Gargiulo