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Auto/W-Series, si assegna il primo titolo. Segreti e curiosità della nuova corsa tra donne

Foto: W-Series

Domenica 11 agosto sarà una giornata storica per l’automobilismo sportivo: verrà assegnato il primo titolo di una categoria interamente femminile, la W-Series. Sul circuito inglese di Brands Hatch andrà infatti in scena l’ultima prova della stagione inaugurale di questo innovativo campionato, in cui le 18 protagoniste si sfideranno per l’ambito titolo e per un premio di 500 mila dollari.
Dopo cinque entusiasmanti weekend di gara, due sono le pilote rimaste in lotta per la vittoria finale: l’inglese Jamie Chadwick e l’olandese Beitske Visser. In gara anche l’italiana Vicky Piria, al ritorno nelle competizioni internazionali dopo cinque anni di assenza.
Uno degli sport misti per eccellenza, le corse motoristiche sono infatti ancora un ambiente largamente dominato dal genere maschile e spesso non esente da sottili pregiudizi di genere: basti pensare che l’ultima partecipazione di una donna in una gara della categoria regina, la Formula 1, risale a 43 anni fa. Fu infatti l’italiana Lella Lombardi su una Brabham BT44B a completare il Gran Premio d’Austria in dodicesima posizione. Era il 15 agosto del 1976.
Dopo di lei, diverse donne hanno tentato la qualificazione in Formula 1 ma sempre senza successo.
La W-Series nasce dunque con l’obiettivo di sopperire a questa mancanza e di formare le pilote che potranno nei prossimi anni tentare la scalata ai vertici di questo sport. Non sono tuttavia tardate ad arrivare le critiche, anche da alcuni dei nomi di spicco dell’automobilismo al femminile: attraverso un campionato separato, per la prima volta veniva creato un alibi per chi ancora sostiene una impossibilità di competizione a pari livello.
Per chi ha avuto modo invece di seguire questa prima spettacolare stagione, la W-Series si è dimostrata da subito una serie dalle altissime potenzialità formative, con lo scopo di un reinserimento nelle categorie miste.
Un campionato che innanzitutto si è distinto per la selezione su base meritocratica delle partecipanti e che ha permesso di fare ritorno sui circuiti a diversi piloti di talento ma a corto di budget, in quanto totalmente gratuito. Vetture tutte uguali (la Formula 3 dell’italiana Tatuus) e molto impegnative dal punto di vista fisico, ma soprattutto sorteggiate di gara in gara per permettere la massima parità di mezzi tra le 18 ragazze selezionate per la prima edizione della W-Series.
Jamie Chadwick era sicuramente la più attesa alla vigilia: dopo due stagioni ad altissimi livelli in monoposto, la ventunenne britannica ha esordito con due vittorie e cinque podi su cinque appuntamenti, non passando inosservata al team Williams in Formula 1 che le ha prontamente offerto un contratto nel suo programma di giovani piloti.
A Brands Hatch dovrà però vedersela con una rivale altrettanto agguerrita e di esperienza; la ventiquattrenne Beitske Visser ha finora conquistato una vittoria e tre podi, ma avrà 13 punti da colmare per negare a Jamie Chadwick lo storico inaugurale titolo della W-Series.
Il penultimo round ha visto uscire matematicamente dai giochi la giovanissima Marta Garcia, spagnola diciottenne, e Fabienne Wohlwend, una delle sportive più conosciute nel piccolo Lichtenstein.
La trentenne Emma Kimilainen, dopo una lunga assenza dalle corse per aver dato alla luce la sua prima figlia, è tornata ad indossare il casco dimostrando di non aver perso la stoffa e dominando ad Assen. Se un infortunio nelle fasi iniziali del campionato le ha impedito la lotta per la vittoria finale, la finlandese sarà senza dubbio una delle contendenti al titolo della prossima stagione.
Vicky Piria, milanese di nascita e perugina di adozione, ha disputato una buona stagione di ritorno alle corse, conquistando tre top-10 impreziosite dal quinto posto della gara di casa a Misano. Il suo obiettivo è ora sicuramente restare nelle prime dodici di classifica generale per guadagnarsi automaticamente la conferma sulla griglia del prossimo anno.
La W-Series ci ha regalato gare emozionanti ma soprattutto tante storie di ragazze che, unite dalla passione per uno sport ancora poco comune tra le giovanissime, hanno sulle spalle il compito di ispirare le prossime generazioni di bambine tra cui ci sarà, forse, una prossima campionessa di Formula 1.
L’ultima gara del campionato sarà visibile online sulla piattaforma di Eleven Sports Italia, in diretta dalle ore 16:00.