Quando apri il suo sito alla voce “Chi sono” dopo le prime leggi: “Ho praticato a livello agonistico sport quali equitazione, sci nautico, pesca subacquea, nuoto, vela, windsurf, atletica leggera, hockey su prato, body building e paracadutismo”. Insomma bastano queste righe per provare ad inquadrare Barbara Brighetti, una donna speciale che nella sua vita, quasi per caso, si è divertita a provare tante sfide e sempre con successo basti pensare a quell’incredibile lancio da 10.900 metri senza respiratore ad ossigeno. Una “donna estrema” capace di provare cose incredibili ma allo stesso tempo una donna molto semplice capace di ritirarsi al momento giusto e di saper apprezzare ogni  sfumatura della vita.

Barbara davvero basta lanci?
“Si, basta. Non lo dico per darmi delle arie, ma quando fai cose pazzesche poi è difficile provare soddisfazione nel farle normali. Ora vivo a Fuerteventura. L’aeroporto più vicino è a Gran Canaria con degli aerei mono motore che neppure salgono in quota. Mi invitano sempre ma rifiuto gentilmente. O nasce una situazione particolare, magari con degli amici, o altrimenti davvero non ce la faccio”.

Perché Fuerteventura?
“Ormai sono qui da nove anni. Ho scelto questo posto perché in qualche modo mi ricorda le miei origini, sono stata concepita in Kenya anche se poi sono nata a Cremona. Ma a 40 giorni ero già in Kenya dove ho vissuto tutta la mia infanzia. Qui siamo davanti alle coste africane, il clima e le luci sono molto simili a quelle vissute da bambina. Poi siamo comunque vicini all’Italia che resta nel mio cuore, mi ero solo stufata di certe cose, per questo me ne sono andata”.

E cosa fai?
“Affitto e vendo appartamenti. Sono socia e direttrice di un’azienda che muove case vacanze. Gli affari vanno bene, c’è molta richiesta anche perché il posto è splendido e praticamente è estate tutto l’anno”.

E durante il giorno nessuno sport?
“Qui si può fare davvero tutto. C’è l’imbarazzo della scelta. Ma lavoro tantissimo e quindi poco tempo. Ma ho la fortuna di abitare davanti al mare, dieci passi e sono in acqua….”.

Il tuo primo lancio lo ricordi?
“Certo che lo ricordo. Ma se ci penso bene se voglio me li ricordo bene tutti gli oltre 6.000 lanci che ho fatti. Il primo era arrivato per caso perché con degli amici mi trovavo in aeroporto indecisa se prendere oppure no il brevetto da pilota. Poi uno mi ha detto: dai intanto che ci pensi fatti un lancio. E così ho fatto. E’ stato amore a prima vista, da quel giorno non mi sono più fermata”.

Poi tanti record, successi, e una splendida carriera da “estrema”…
“Sono stata fortunata. Mi sono sempre trovata nel posto giusto al momento giusto, ho preso tanti treni giusti”.

Come si gestisce la paura?
“Chi dice che non ha paura è una mina vagante. La paura c’è, va sicuramente controllata e gestita, ma non si può levare. Dico sempre che è la più grande assicuratrice sulla vita, perché è quella che ti evita di fare errori o sciocchezze”.

Quel record del 1993 che gioia è stata?
“Incredibile. Ma è incredibile vedere  a distanza di tanti anni che c’è gente che si commuove quando mi sente raccontare quei momenti o quando guarda un video. Sono stata la prima donna al mondo a lanciarsi da una quota di 10.900 metri senza respiratore ad ossigeno, precipitando per una distanza superiore a 10.000 metri in caduta libera. Durante la salita in quota, avvenuta su un aereo non pressurizzato di tipo Pilatus Porter PC 6, ho respirato una miscela di aria arricchita di ossigeno da un impianto appositamente installato a bordo. A 10.900 metri ho abbandonato l’aereo ed ho iniziato il mio lungo volo in apnea. A 6.000 metri, dopo 40 / 42 secondi, ho iniziato lentamente a respirare. A 750 metri dal suolo, infine, ho aperto il paracadute percorrendo così più di 10.000 metri in caduta libera, la maggiore distanza mai percorsa da un essere umano a paracadute chiuso e senza l’ausilio di apparati per la respirazione ad ossigeno. La temperatura alla quota massima era di circa 60° C sotto lo zero, la velocità limite raggiunta intorno a 450 km/h, con una media, nella fase iniziale del lancio, di 390 km/h “.

Cosa si prova quando si apre il portellone?
“Spiegare certe emozioni è praticamente impossibile. Parlano meglio le facce che ho visto in tanti anni di persone che durante la salita erano bianche, verdi, terrorizzate, ai limiti davvero. Poi appena dopo il lancio i loro volti si trasformavano, si rilassavano, erano felici. Si vedevano che avevano realizzato un sogno”.

Quanto costa lanciarsi?
“Dipende da tanti fattori. Diciamo che un lancio semplice costa sui 25/30 euro poi dipende dalla nota e dal tipo di aereo. In tandem 150/200 e poi la cifra sale se si chiedono delle riprese durante il volo”.

Quanto ti manca l’adrenalina del lancio?
“Penso che ci sia un tempo per ogni cosa. Mi sono divertita, ho dato il massimo., mi è anche andata sempre bene. Ora è tempo di guardare avanti e fare ciò che mi sento. Sono appagata e questo è fondamentale”.

E chi volesse venire a trovarti a Fuerteventura?
“Consiglio un sito www.paradise2live.com”

 

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