Sci / Snowboard

Biathlon/Lisa Vittozzi non si ferma più: il suo nome è nella storia

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Per il biathlon italiano una giornata che rimarrà nella storia di questo sport. Lisa Vittozzi si impone anche nell’inseguimento e diventa la prima azzurra a scrivere il suo nome nell’elenco dei successi di questa specialità. Continua quindi il momento d’oro dell’atleta di Sappada che, dopo il successo nello sprint di Oberhof, sembra non volersi fermare più. Una partenza particolare per lei che, indossando il pettorale numero 1, non aveva nessuna rivale davanti da inseguire. Ma la Vittozzi è stata brava a non perdere il controllo e fare la sua gara senza lasciarsi intimorire. Ottimo l’inizio dove ha fatto registrare uno zero al primo poligono e anche l’errore commesso al terzo non compromette il suo successo finale. Per Lisa Vittozzi questi due podi sono il coronamento di un percorso iniziato quest’estate e cercato dopo i buoni risultati avvenuti nelle prime gare della stagione.

Fuori dalle prime tre posizioni – alle spalle della Vittozzi si sono classificate la svedese Anastasia Kuzmina e la francese Anais Chevalier – l’altra azzurra Dorothea Wierer che chiude la gara al quinto posto. L’altoatesina è comunque artefice di una grande rimonta essendo partita dalla pospone numero 24. Peccato per la Wierer che vede sfumare il podio dopo il contatto, e la conseguente caduta, con la transalpina Anais Bescond. L’atleta di Brunico, classe 1990, resta comunque in vetta al ranking generale con 438 punti adesso seguita dalla connazionale Vittozzi che con 396 supera Fialkova Paulina ferma a 374 punti. Non c’è troppo tempo per i festeggiamenti e le recriminazioni, domani si torna in pista per la staffetta con la partenza prevista alle ore 11:45.

 

 

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Diletta Barilla

Diletta Barilla

Da sempre appassionata di sport seguo prevalentemente il calcio, anche nella sua versione più “grezza” il soccer della lega americana. Sarà forse per la data di nascita, il 4 luglio, ma ho un debole per gli atleti a stelle e strisce e tutto lo sport made in USA. La racchetta da tennis sempre a portata di mano, il pallone come mantra

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