Federica, Michela e Dorotea. Sono i nomi delle tre azzurre che oggi più che mai ci rendono orgogliosi di essere italiani. Sono salite sul tetto del mondo per dimostrare la forza di un popolo capace di combattere e di non abbattersi mai. Ci hanno regalato gioia e sorrisi facendoci dimenticare per qualche attimo il coronavirus e cosa sta succedendo. Perché questo maledetto virus se ne andrà, voi resterete invece per sempre nella storia. Come tutti medici, paramedici, infermieri, volontari e forze dell’ordine che ogni giorno lavorano rischiando la propria pelle.
Così Dorotea Wierer che si presa la la seconda coppa di cristallo consecutiva : “Era difficile con la testa rimanere concentrati qui in Finlandia, il nostro sport era l’unico che doveva ancora correre, sono arrabbiata e delusa per quanto successo sinora e un po’ preoccupata per la situazione che si è venuta a creare in Italia e nel mondo, spero finisca presto. Ho cercato di vincere per l’Italia, sono veramente felice di avere messo a segno questa impresa. Ho pensato di avere perduto la coppa venerdì dopo la sprint, ho creduto servisse un miracolo per rimanere in testa alla classifica, ma la fortuna è rimasta dalla mia parte. Non ho sparato benissimo e avrei potuto pagarlo duramente, ma ho gettato in pista tutte le energie rimaste, tanto che nemmeno quando ho tagliato il traguardo ho capito di avercela fatta. Dedico questi risultati a tutta l’Italia, ho scritto sul fucile “Vinceremo insieme”, e ce l’abbiamo fatta, non servono tante parole. Il messaggio di oggi? Solo insieme ce la faremo, noi italiani facciamo sempre vedere di quale pasta siamo fatti nei momenti difficili, non ho dubbi“.
Federica Brignone è entrata nella storia: l’Italia non aveva mai vinto la Coppa del Mondo femminile di sci alpino. In passato c’erano riusciti, tra gli uomini, Piero Gros, Gustav Thoeni e Alberto Tomba.
“Io sono riuscita a vincere la mia sfida nello sport! Assieme vinceremo questa difficilissima sfida contro il Coronavirus. Realizzo ora che nelle interviste rilasciate mercoledì non sono riuscita ad esprimere quello che provavo, ma la notizia dell’annullamento delle gare di Åre e di conseguenza la conquista della classifica generale mi ha mandato in totale confusione. In quel momento avevo solo voglia di staccare per scaricare tutta la tensione degli ultimi mesi vissuti sempre pensando alle gare, agli allenamenti, a stare concentrata sugli obiettivi. Ci siamo trovati in un appartamento con il resto della squadra, abbiamo dato fondo alle scorte alimentari che avrebbero dovuto durare ancora tre giorni e abbiamo fatto festa fra noi. A mezzanotte poi uno spaghetto aglio olio per chi aveva ancora fame”.
Terza coppa del mondo per Michela Moioli, dopo quelle del 2016 e del 2018, anno in cui trionfò anche ai Giochi olimpici di Pyeongchang. Ma all’ultima gara, quella di Veysonnaz, in Svizzera, la ventiquattrenne di Alzano Lombardo è arrivata con un peso nel cuore. Suo nonno è in ospedale a Bergamo, colpito anche lui da Coronavirus.
“I giorni più difficili sono stati quelli in cui sono stata costretta a rimanere lontana i miei affetti a causa di quanto sta succedendo e quando ho rischiato di non correre settimana scorsa a Sierra Nevada. Invito i miei connazionali a tenere duro, stavolta non mi commuovo perchè noi siamo più forti”.

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