Calcio

Calcio / Donna arbitro filmata sotto la doccia: i colpevoli rischiano grosso

Ennesimo episodio inqualificabile ai danni di una donna arbitro. Dopo le offese sessiste subite da Giulia Nicastro a Mestre, ecco  un altro fatto di cronaca. Questa volta è successo qualche giorno fa nello stadio Dossenina di Lodi mentre in campo erano in corso le finali del “Trofeo città di Lodi” per i Giovanissimi 2004organizzato dal Fanfulla che vedeva protagoniste sei squadre under 15 e altrettanti arbitri, impegnati in due triangolari
Mentre la ragazzasi trovava nello spogliatoio per cambiarsi e farsi la doccia qualcuno ha iniziato a riprenderla furtivamente con lo smartphone. L’episodio è stato definito “inqualificabile” dal giudice sportivo che ha trasmesso gli atti alla Procura della Figc, riservandosi di prendere decisioni disciplinari a carico dei responsabili e delle società al termine delle indagini.
Il fascicolo  sul caso non è stato aperto solo dalla giustizia sportiva. L’arbitro donna di appena 20 anni che ha dichiarato di essere stata filmata da ignoti mentre faceva la doccia al termine di una partita ha presentato denuncia alla procura di Lodi per “interferenze illecite nella vita privata”, reato punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. La ragazza, studentessa modello, che da pochi mesi è diventata arbitro di calcio, ovviamente . Ma ha deciso, in accordo con la famiglia, di affidarsi all’avvocato Simon Grasso che cura gli aspetti legali dell’Associazione italiana arbitri della Lombardia per presentare la denuncia penale.
Un episodio simile era accaduto qualche tempo fa a nel napoletano. Un guardalinee professionista della sezione di Castellammare di Stabia era stato indagato a piede libero per molestie e tentata violenza sessuale, accusato di aver approfittato della sua posizione per introdursi negli spogliatoi in cui le giovanissime colleghe facevano la doccia dopo gli allenamenti o aver diretto partite dilettantistiche. L’uomo metteva il suo cellulare in una posizione che gli consentiva di registrare le donne mentre si cambiavano oppure entrava con la scusa di dover ricaricare il telefono. E’ stato radiato dall’Associazione.

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Matteo Angeli

Matteo Angeli

Direttore responsabile

Il fatto di aver avuto un papà bravo giornalista ha indubbiamente segnato la mia vita. Ma di sicuro lui non ha influito minimamente quel giorno che, appena diciottennne, rimasi folgorato da un tremendo fatto di cronaca. Chiesi ad un cronista di portami con se e fu in quel momento, mentre osservavo la scena, che sentii nascere qualcosa dentro: da grande anch'io avrei fatto il giornalista. Neppure il tempo di pensare che mi trovai in prova a Radio Babboleo, l'emittente più importante della mia terra, la Liguria. Quindi l'assunzione, poi le prime esperienze in tv, sui giornali locali, fino ad approdare al "mitico" Corriere Mercantile. Cronaca nera, politica, spettacoli e poi sport, tanto sport. Poi tante altre esperienze, di ogni tipo, in ogni campo. Oggi dopo quasi trent'anni il giornalismo è cambiato, e non poco. Io, a parte qualche ruga e qualche capello bianco, sono invece rimasto lo stesso. Pronto all'ennesima sfida.

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