Erika Santoro, terzino della Pink Bari (Serie A di calcio femminile), si racconta a SportDonna. La squadra barese è in piena lotta per la permanenza nella massima serie e nell’ultimo turno di campionato contro l’Hellas Verona ha strappato tre punti importanti.
Una partita importantissima per la classifica, che sfida è stata?
“Siamo andate subito in svantaggio ma siamo state brave a non scoraggiarci. Il pareggio è arrivato con un mio gol ed è stata una rete importante perché ci ha permesso di rimettere la partita nei binari giusti. Poi nella ripresa abbiamo trovato il vantaggio e l’abbiamo difeso portando a casa i 3 punti. In ogni caso è stata una gara equilibrata, bisogna ripartire dalla reazione mostrata nel primo tempo. Sono felice per la rete e per il successo. Adesso testa alle prossime partite che saranno altrettanto importanti”.
Giochi in un ruolo, terzino, il cui mestiere non è proprio quello di fare gol. Ma qualche rete, qualche gioia te la sei regalata. Resta la cosa più bella o per te sono altre le soddisfazioni migliori che arrivano dal campo?
Nella mia carriera qualche gol l’ho segnato e l’ultimo proprio contro il Verona sabato. È stata una bellissima soddisfazione perché veder la palla depositarsi in rete ti ripaga di tutti gli sforzi che fai in settimana. Però un bel assist o un gol salvato sulla linea di porta danno una scarica di adrenalina che solo pochi possono capire“.
Quale è l’obiettivo della squadra e tuo personale in questa stagione?
Ovviamente quello di restare in Serie A. Una missione difficile ma non impossibile. Vorrei finire la stagione con la salvezza per poi ripartire il prossimo campionato ambendo a raggiungere risultati sempre più importanti“.

Il tuo curriculum calcistico ti ha visto passare dalla Serie B alla Serie A con le maglie di San Zaccaria e, adesso, Pink Bari. Cosa vuol dire per una calciatrice giocare nella massima serie?
“Finalmente i sacrifici fatti – e che per certi versi ancora sto facendo – danno i loro risultati. Il mio è un percorso di continua crescita. Ho iniziato con il San Zaccaria in serie B con cui mi sono tolta belle soddisfazioni poi ho scelto di rimettermi in gioco con la maglia della Pink Bari con l’obiettivo di centrare anche qui una salvezza importante”.

Il movimento del calcio femminile è in continua crescita e si sta staccando dallo stereotipo che lo vorrebbe come sport prettamente maschile. Come vivi questa emancipazione specialmente considerando che quando hai iniziato tu la divisione era piuttosto netta?
Quando ho iniziato a giocare io il calcio femminile era molto discriminato, si pensava che le donne non potessero diventare giocatrici. Per fortuna adesso questa idea denigratoria non esiste più anzi, il movimento sta crescendo. Lo dimostra il fatto che tante società maschili adesso si sono affiliate con club femminili. Ovviamente ci sono ancora dei margini di miglioramento ma sono fiduciosa. Penso che questo sport sarà, con il tempo, sempre più bello da vedere ma anche sempre più competitivo“.
Che sensazione regala vestire la maglia della nazionale? Per restare in tema, i prossimi Mondiali di calcio sono alle porte. Come immagini il cammino dell’Italia a Francia 2019?
Poter indossare la maglia azzurra è un’emozione forte. Un premio personale perché dimostra che sei stata davvero brava e abile ad arrivare ad alti livelli ma anche una grande responsabilità perché stai rappresentando la tua nazione. Sono sicura che in Francia lo spettacolo sarà garantito e mi immagino un cammino, per l’Italia, pieno di speranze e obiettivi. Non ci saranno partite facili ma mi piace pensare che le ragazze che partiranno per il Mondiale ci lasceranno tutti a bocca aperta“.

Chissà sei mai ti sei immaginata una vita senza il pallone. Hai mai pensato cosa avresti fatto se non avessi giocato a calcio?  In ogni caso, hai mai pensato cosa vorresti fare da grande, una volta detto basta con il calcio giocato?
Subito dopo essermi rotta il crociato un pensiero lo ho fatto. Ma è stato solo un attimo perché il giorno dopo già segnavo i giorni che mi separavano dal rientro in campo. Passerà un po’ di tempo prima di apprendere gli scarpini al chiodo e non so ancora cosa farò. Sono certa che mi verrà in mente una bella idea per allora“.